Se hai ricevuto un avviso da Poste Italiane, InfoCert, Aruba o un altro gestore che ti chiede di pagare un canone per continuare a usare lo SPID, non è un errore né un tentativo di truffa: dal 2025-2026 diversi identity provider hanno introdotto un canone annuo per il mantenimento dell’identità digitale, dovuto al rinnovo, non alla prima attivazione. Chi ha appena richiesto lo SPID, chi rientra in categorie esenti (minori, ultra 75enni, alcune categorie con ISEE basso o titolari di SPID professionale) e chi usa provider che non hanno ancora introdotto il canone continua a non pagare nulla.

In questa guida trovi come capire se il canone riguarda anche te, cosa controllare prima di pagare o cambiare provider, e quando conviene rivolgersi al gestore o al canale ufficiale AgID.
Cosa controllare subito
Prima di preoccuparti o di pagare qualsiasi cifra, verifica questi tre punti:
- Chi è il tuo identity provider. Il canone non è uguale per tutti: Poste Italiane, InfoCert, Aruba, Register.it e TeamSystem lo hanno introdotto (tra circa 6 e 10 euro l’anno), mentre altri gestori come Lepida e Sielte, al momento, dichiarano formule ancora gratuite.
- Da quando è attivo il tuo SPID. Il canone scatta generalmente dal secondo anno, cioè al primo rinnovo dopo l’attivazione. Se hai richiesto SPID da poco, potresti non dover pagare fino al prossimo anno.
- Se rientri in una categoria esente. I provider prevedono esenzioni per minori, anziani, alcune fasce di reddito e per lo SPID a uso esclusivamente professionale, ma le condizioni esatte vanno verificate sul sito del proprio gestore.
Tabella pratica: situazioni frequenti
| Situazione | Possibile causa | Cosa controllare |
|---|---|---|
| Email o SMS che chiede il pagamento di un canone SPID | Il tuo provider ha introdotto il canone di rinnovo | Se la comunicazione arriva davvero dal dominio ufficiale del gestore (es. poste.it, infocert.it) e non da un indirizzo sospetto |
| SPID sospeso o non funzionante dopo la scadenza | Canone di rinnovo non pagato entro i termini | Data di scadenza nell’area riservata del gestore; stato dell’identità digitale |
| Nessuna richiesta di pagamento ricevuta | Provider ancora gratuito, oppure rientri in una categoria esente | Elenco aggiornato dei provider e delle relative condizioni economiche sul sito del gestore |
| Dubbio se l’email di richiesta pagamento sia autentica | Possibile tentativo di phishing che sfrutta la notizia del canone | Non cliccare link nella mail; accedi direttamente al sito ufficiale del provider digitando l’indirizzo a mano |
| Vuoi evitare il canone | Passaggio a provider gratuito o a CIE come alternativa | Procedura di portabilità dell’identità digitale tra provider, tempi e requisiti |
Perché è successo: la causa del canone
La causa principale non è una decisione improvvisa dei singoli gestori, ma il blocco dei finanziamenti pubblici previsti da un decreto del 2023 destinati a sostenere il costo dello SPID per gli identity provider, con una causa principale riconducibile al blocco di 40 milioni di euro di finanziamenti pubblici previsti da un decreto del 2023 e destinati ai fornitori di Spid. Venuto meno quel sostegno, diversi provider hanno deciso di far pagare agli utenti il costo di mantenimento dell’identità digitale, mentre altri hanno scelto di restare gratuiti, almeno per ora. Agenda Digitale
Importante: ogni gestore fissa il proprio listino in autonomia. Non esiste un prezzo unico nazionale valido per tutti gli SPID, quindi la cifra e le condizioni di esenzione vanno sempre verificate sul sito del tuo provider specifico, non su generiche notizie di stampa.
SPID Poste Italiane: cosa cambia dal 2026
Poste Italiane, che da sola gestisce la maggioranza delle identità digitali attive in Italia, ha introdotto un canone annuo di 6 euro IVA inclusa a partire dalla scadenza del primo anno dall’attivazione, mentre l’attivazione resta gratuita il primo anno. Nel dettaglio: Soluzionecomputer
- La prima attivazione resta gratuita, il canone si applica solo al rinnovo.
- Poste Italiane invia una comunicazione via email con almeno 30 giorni di anticipo rispetto alla scadenza, con importo e modalità di pagamento.
- È possibile effettuare il rinnovo a partire da 30 giorni prima della scadenza, senza interruzioni del servizio.
- Chi non intende accettare le nuove condizioni può esercitare il diritto di recesso entro 30 giorni dalla comunicazione ricevuta.
Le condizioni aggiornate sono consultabili nella sezione “Documentazione” del servizio PosteID, sul sito ufficiale posteid.poste.it.
Cosa succede se non paghi il canone
Se il canone non viene versato entro la scadenza, lo SPID non viene disattivato immediatamente: in genere viene prima sospeso. Durante la sospensione non è possibile utilizzare le credenziali per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione (INPS, Agenzia delle Entrate, app IO, portali degli enti locali). Se la situazione non viene regolarizzata, l’identità digitale può essere successivamente disattivata. In alternativa al pagamento, è possibile passare a un provider che non applica il canone, tramite la procedura di trasferimento dell’identità digitale.
Procedura rapida: cosa fare passo dopo passo
- Accedi all’area riservata del tuo provider SPID (es. posteid.poste.it, area riservata InfoCert, Aruba, ecc.) e verifica la data di scadenza della tua identità digitale.
- Controlla se rientri in un’esenzione (età, ISEE, uso professionale) consultando le condizioni pubblicate dal gestore.
- Se devi pagare, effettua il rinnovo solo dall’area riservata ufficiale o dai canali di pagamento indicati esplicitamente dal provider, mai da link ricevuti via email o SMS.
- Se vuoi evitare il canone, valuta un provider gratuito o l’uso della CIE (Carta d’Identità Elettronica) come metodo di accesso alternativo ai servizi online.
- Se hai già pagato ma il servizio risulta comunque sospeso, contatta l’assistenza del provider conservando la ricevuta di pagamento.
Cosa non fare
- Non cliccare su link contenuti in email o SMS non verificati che chiedono di “pagare subito per evitare la sospensione”: accedi sempre digitando manualmente l’indirizzo ufficiale del gestore.
- Non comunicare dati della carta di credito o codici OTP a soggetti che ti contattano telefonicamente dicendo di essere il “supporto SPID”.
- Non lasciare scadere il canone confidando che “tanto non succede nulla”: la sospensione blocca l’accesso a servizi anche urgenti, come quelli fiscali o previdenziali.
- Non cambiare provider all’ultimo momento se hai scadenze imminenti (dichiarazioni, pratiche INPS): valuta il passaggio con margine di tempo.
Quando rivolgersi al canale ufficiale
Conviene contattare direttamente l’assistenza del tuo identity provider (non un servizio terzo) quando:
- Hai pagato il canone ma lo SPID risulta ancora sospeso dopo alcuni giorni lavorativi;
- Ritieni di rientrare in un’esenzione ma il sistema ti richiede comunque il pagamento;
- Hai ricevuto una comunicazione di pagamento che ritieni sospetta e vuoi verificarne l’autenticità;
- Devi gestire una pratica fiscale o previdenziale con scadenza imminente e lo SPID non è disponibile: in questo caso, oltre a contattare il provider, è utile rivolgersi tempestivamente a un professionista o al canale ufficiale dell’ente competente (Agenzia delle Entrate, INPS) per non perdere termini importanti.
Per informazioni generali sul funzionamento dello SPID e sull’elenco dei gestori accreditati, il riferimento resta il sito ufficiale spid.gov.it.
In breve
- Lo SPID non è diventato a pagamento per tutti: dipende dal provider e dal fatto che tu sia al rinnovo, non alla prima attivazione.
- Il canone, dove previsto, è generalmente tra 6 e 10 euro l’anno, con esenzioni per minori, anziani e alcune categorie specifiche.
- Il mancato pagamento porta prima alla sospensione, poi all’eventuale disattivazione: verifica sempre le scadenze nell’area riservata del tuo gestore.
- Diffida di email o SMS che chiedono pagamenti urgenti con link diretti: accedi sempre dal sito ufficiale digitato manualmente.
- Se hai dubbi su esenzioni, pagamenti già effettuati o scadenze urgenti, contatta l’assistenza del provider o rivolgiti a un canale ufficiale.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.




