Il costo del cherosene per aerei è improvvisamente raddoppiato in poche settimane. Molte rotte internazionali non sono più sostenibili e le compagnie le stanno cancellando oggi stesso.

Perché i voli diretti stanno scomparendo
Le compagnie aeree hanno iniziato a tagliare i collegamenti a lungo raggio meno redditizi. Il peso del carburante incide ora per oltre il 50% sui costi operativi totali del volo.
Molti hub globali stanno perdendo i loro storici collegamenti point-to-point verso le destinazioni secondarie. I passeggeri sono costretti a fare scali multipli per raggiungere mete precedentemente servite da voli diretti.
Il fenomeno colpisce duramente i viaggiatori d’affari che dipendono dalla rapidità degli spostamenti. Le tariffe per i pochi voli diretti rimasti sono aumentate mediamente del 35% in sette giorni.
La nuova mappa dei cieli mondiali
Il settore sta tornando al modello “hub and spoke” degli anni Novanta. Volare da una città media a un’altra richiederà almeno una coincidenza obbligatoria nei grandi aeroporti.
Le conseguenze immediate per chi deve prenotare un viaggio sono drastiche:
- Cancellazione definitiva di rotte transoceaniche secondarie.
- Aumento dei tempi di percorrenza totali fino a 6 ore.
- Rischio elevato di perdere coincidenze a causa del sovraffollamento degli hub.
- Prezzi dei biglietti soggetti a variazioni quotidiane basate sulle quotazioni del greggio.
Gli analisti prevedono che questa contrazione dell’offerta durerà per tutto il 2026. Molte tratte storiche potrebbero non essere mai più ripristinate se il costo del jet fuel rimarrà a questi livelli.
I vettori low-cost sono i più colpiti da questo shock energetico improvviso. Molte società stanno già rinegoziando i contratti di leasing per ridurre la flotta attiva.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.



