Nel regime del risparmio gestito, i redditi di capitale sono tassati secondo il principio di competenza con un’imposta sostitutiva del 26%. La base imponibile è costituita dal risultato netto di gestione maturato nell’anno solare, indipendentemente dall’effettivo incasso o realizzo dei singoli proventi finanziari.

Definizione di Regime del Risparmio Gestito
Il risparmio gestito (Art. 7 D.Lgs. 461/97) è un regime fiscale opzionale in cui l’investitore affida il proprio patrimonio a un intermediario abilitato. L’imposta si applica sul risultato complessivo della gestione, permettendo la compensazione immediata tra redditi di capitale e redditi diversi.
Come funziona il calcolo dell’imposta
- Determinazione del patrimonio netto: Si calcola la differenza tra il valore del patrimonio gestito a fine anno e il valore all’inizio dell’anno.
- Rettifiche di gestione: Al valore finale si sommano i prelievi effettuati dal cliente e si sottraggono i nuovi conferimenti di capitale.
- Compensazione interna: Le cedole e i dividendi (redditi di capitale) si sommano algebricamente alle plusvalenze e minusvalenze (redditi diversi).
- Applicazione aliquota: Sul risultato positivo maturato si applica l’imposta sostitutiva del 26% (ridotta al 12,5% per i Titoli di Stato).
- Prelievo automatico: L’intermediario agisce come sostituto d’imposta, addebitando l’importo direttamente sul conto del cliente entro il 16 febbraio dell’anno successivo.
Quando si applica il regime gestito
Questo criterio si applica esclusivamente quando il contribuente rilascia un’apposita opzione scritta a una banca, SGR o SIM. È la soluzione tipica per chi detiene fondi comuni, gestioni patrimoniali (GPF/GPM) e mandati fiduciari.
Errori comuni nella valutazione
- Confusione tra maturato e realizzato: Credere che le tasse si paghino solo alla vendita dei titoli; nel gestito si paga sulla crescita di valore annuale.
- Aliquote indifferenziate: Non considerare che i Titoli di Stato in portafoglio godono sempre dell’aliquota agevolata del 12,5%.
- Dichiarazione dei redditi: Tentare di inserire i dati nella dichiarazione dei redditi, quando il regime gestito esonera il contribuente da ogni adempimento fiscale.
Tabella di sintesi: Regime Gestito vs Amministrato
| Caratteristica | Risparmio Gestito | Risparmio Amministrato |
| Criterio fiscale | Maturazione (annuale) | Realizzo (alla vendita) |
| Compensazione | Tra redditi di capitale e diversi | Solo tra redditi diversi (plus/minus) |
| Sostituto d’imposta | Intermediario finanziario | Intermediario finanziario |
| Vantaggio principale | Compensazione immediata perdite | Differimento del prelievo fiscale |
FAQ Brevi
Cosa succede se il risultato di gestione è negativo?
La minusvalenza maturata può essere portata in deduzione dai risultati positivi dei periodi successivi, senza limiti di tempo. Il credito d’imposta generato rimane disponibile per le future plusvalenze della medesima gestione.
Come sono tassati i Titoli di Stato nel risparmio gestito?
I titoli della “white list” mantengono l’aliquota agevolata del 12,5%. L’intermediario applica un coefficiente di riduzione della base imponibile per riflettere correttamente il minor prelievo su questi asset.
È possibile passare dal regime gestito a quello amministrato?
Sì, il passaggio è sempre consentito previa comunicazione all’intermediario. Tuttavia, il passaggio comporta la “chiusura” fiscale della posizione con il calcolo definitivo delle imposte maturate fino a quel momento.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.



