Chi prova ad attivare SPID per la prima volta di solito arriva a metà procedura e si blocca perché manca un documento, o perché sceglie il gestore sbagliato per la sua situazione. Succede più spesso di quanto si pensi, ed è quasi sempre evitabile.
Per fare SPID servono un documento d’identità in corso di validità (carta d’identità, patente o passaporto), la tessera sanitaria o il tesserino del codice fiscale, un indirizzo email personale e un numero di cellulare attivo intestato a te. Con questi quattro elementi puoi registrarti presso uno dei gestori accreditati e completare il riconoscimento, di persona o a distanza.

I documenti da avere sotto mano prima di iniziare
Non serve altro, ma quel poco deve essere in ordine. Il documento d’identità va bene se non è scaduto — sembra ovvio, ma è la causa più comune di richieste respinte o bloccate a metà: la gente controlla la data di scadenza della carta d’identità mesi dopo che è passata, perché nella vita di tutti i giorni non se ne accorge finché non le serve per qualcosa come questo.
La tessera sanitaria, in alternativa il certificato di attribuzione del codice fiscale, serve al sistema per incrociare i tuoi dati anagrafici con quelli in possesso dell’Agenzia delle Entrate. Un numero di cellulare intestato a te stesso è importante: se usi la SIM di un familiare la procedura spesso si complica, perché l’OTP di verifica arriva su un numero che il sistema non riesce ad associare correttamente alla tua identità.
Per chi ha già la Carta d’Identità Elettronica (CIE) con PIN attivo, o una firma digitale, il percorso cambia: in quel caso il riconoscimento può avvenire tramite app, senza passare da operatore o webcam, ed è generalmente la strada più rapida disponibile oggi.
La procedura, passo per passo
- Si sceglie un gestore d’identità digitale tra quelli accreditati da AgID.
- Ci si registra sul sito del gestore inserendo dati anagrafici, email e numero di telefono.
- Si crea username e password (le credenziali che userai per ogni accesso futuro).
- Si completa il riconoscimento dell’identità, con una delle modalità disponibili.
- Si riceve la conferma e l’identità digitale diventa attiva, in genere entro pochi giorni lavorativi, a volte anche in poche ore se il riconoscimento è andato liscio.
Il punto dove le cose si complicano di più è il quarto passaggio. Non tanto per difficoltà tecnica, quanto perché ognuno dei metodi di riconoscimento ha tempi, costi ed esiti diversi, e scegliere quello sbagliato per la propria situazione è la causa più frequente di richieste che restano sospese.
Riconoscimento: quale modalità scegliere
Il riconoscimento di persona presso uno sportello (ufficio postale, tabaccheria convenzionata, sede del gestore) resta il metodo più affidabile per chi non ha grande dimestichezza con smartphone e webcam, anche se richiede uno spostamento fisico e, in certe zone, un appuntamento con giorni di attesa.
Il riconoscimento via webcam con operatore è comodo perché si fa da casa, ma nella pratica capita spesso che l’utente non abbia sotto mano il documento nel formato richiesto durante la videochiamata, o che la connessione instabile faccia saltare la sessione a metà — con conseguente nuova prenotazione. Alcuni gestori lo offrono gratis, altri lo fanno pagare come servizio a sé, indipendentemente dal canone annuale dello SPID.
Chi possiede già CIE con lettore NFC o smartphone compatibile, oppure una firma digitale attiva, può fare tutto da app in autonomia, senza operatore e senza costi aggiuntivi di riconoscimento: è la via che consiglio quasi sempre a chi me lo chiede, perché elimina la variabile umana e i tempi di attesa dello sportello.
I tre livelli di SPID: quale serve davvero
SPID esiste su tre livelli di sicurezza, anche se nella pratica quotidiana la distinzione conta meno di quanto sembri leggendo le guide.
Il livello 1 si basa solo su username e password ed è ormai poco utilizzato per le nuove attivazioni. Il livello 2 aggiunge un codice OTP a ogni accesso — è quello che usa la stragrande maggioranza dei cittadini per accedere a INPS, Agenzia delle Entrate, portali comunali e servizi analoghi, ed è quello che viene rilasciato di default dalla maggior parte dei gestori. Il livello 3 richiede in più un supporto fisico, come una smart card o un dispositivo per la firma digitale remota, ed è pensato più per un uso professionale o aziendale che per il cittadino comune: solo una parte dei gestori lo offre, e va comunque richiesto partendo da uno SPID di livello inferiore già attivo.
Per la quasi totalità degli usi — dichiarazione dei redditi, fascicolo sanitario, portale INPS, bonus e agevolazioni — il livello 2 basta e avanza.
Gestori: chi è ancora gratuito e chi fa pagare
Qui la situazione è cambiata parecchio negli ultimi tempi, e vale la pena guardarci bene prima di scegliere, perché non tutti i gestori funzionano allo stesso modo. L’uso di SPID per accedere ai servizi pubblici resta gratuito in ogni caso: quello che può avere un costo è il rilascio o il rinnovo dell’identità presso alcuni gestori.
Alcuni provider applicano ormai un canone annuale sull’identità digitale, con importi che si aggirano generalmente tra i 5 e i 10 euro l’anno a seconda del gestore, spesso con il primo anno gratuito per i nuovi utenti e canone dal secondo in poi; altri restano completamente gratuiti per il cittadino, anche se in certi casi il riconoscimento tramite webcam con operatore può avere un costo separato. Un dettaglio che molti sottovalutano: chi ha già uno SPID attivato con un gestore che è passato al canone, spesso può valutare se restare lì (magari con lo sconto per chi lo aveva già) o migrare verso un gestore ancora gratuito, cosa comunque possibile ma che richiede una nuova procedura di richiesta.
Le condizioni economiche cambiano con una certa frequenza e differiscono da gestore a gestore, quindi prima di scegliere conviene controllare il listino aggiornato direttamente sul sito del provider che si sta valutando [FONTE: sito ufficiale del gestore scelto, o spid.gov.it/richiedi-spid].
Un errore che si vede spesso
Chi fa domanda pensando di poter usare qualunque email o numero di telefono, magari condiviso in famiglia, si scontra quasi sempre con un rifiuto o un blocco nella verifica. Il sistema è pensato per associare in modo univoco un’identità digitale a una persona fisica, quindi ogni elemento di contatto deve essere effettivamente riconducibile a chi fa la richiesta. È un vincolo che sulla carta sembra scontato, ma nella pratica genera più richieste bloccate di quante si immagini.
Domande frequenti
SPID è obbligatorio per legge? No, non esiste un obbligo generale di possederlo. Resta però necessario per accedere a molti servizi pubblici online — INPS, Agenzia delle Entrate, bonus, fascicolo sanitario — quindi in pratica è diventato indispensabile per chi vuole gestire questi servizi da casa.
Posso attivare SPID per un minorenne? Sì, con alcune limitazioni e con il coinvolgimento di un genitore o tutore in fase di richiesta. Le modalità variano da gestore a gestore, quindi conviene verificare direttamente sul sito del provider scelto prima di procedere.
Quanto tempo serve per avere SPID attivo? Con riconoscimento tramite CIE o firma digitale, spesso bastano poche ore. Con webcam o sportello fisico i tempi dipendono dalla disponibilità di appuntamenti e possono arrivare a qualche giorno lavorativo.
Se perdo il cellulare associato allo SPID cosa succede? Bisogna contattare il proprio gestore per aggiornare il numero associato, di solito attraverso un’area riservata o un servizio di assistenza dedicato. Finché non lo fai, non riceverai gli OTP necessari per accedere.
Posso avere più SPID con gestori diversi? No, l’identità digitale è unica per persona. Si può cambiare gestore, ma non si accumulano identità multiple attive in parallelo.
Chi si mette a fare SPID all’ultimo minuto, magari perché serve entro il giorno dopo per una scadenza fiscale, spesso scopre solo in quel momento quale metodo di riconoscimento è realisticamente disponibile nella propria zona nei tempi richiesti. Vale la pena controllarlo con calma, prima che diventi un’urgenza.
Le informazioni su costi e procedure possono variare nel tempo: per i dati aggiornati e per situazioni specifiche (minori, aziende, casi particolari) verifica sempre sul sito ufficiale spid.gov.it o presso il gestore scelto.
Sources:
- SPID gratis e a pagamento, prezzi dei gestori a confronto – pmi.it
- Come attivare SPID – spid.gov.it
- SPID livello 2 e livello 3: cosa sono – trend-online.com
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.




