SPID per minorenni: guida pratica per genitori e tutori

Un genitore su due, quando sente parlare di SPID per i figli, pensa che serva solo a fare il login sul registro elettronico. Non è così, ed è proprio qui che nascono i primi equivoci quando si arriva allo sportello (virtuale) del gestore d’identità.

Lo SPID per i minorenni si può richiedere a partire dai 5 anni di età, ma serve sempre un genitore o un tutore con uno SPID personale di livello 2 attivo, che presenta la domanda per conto del figlio. Il minore non ottiene un’identità digitale “libera”: fino ai 14 anni l’uso è più circoscritto, dopo si allarga a servizi come INPS, fascicolo sanitario elettronico e verifica punti patente. Ogni accesso genera una notifica al genitore.

Chi può fare la richiesta, e con quali credenziali

La domanda non la fa il minore, la fa chi ne esercita la responsabilità genitoriale — di norma entrambi i genitori, salvo i casi di affido esclusivo o tutela, dove basta chi ha quel titolo, documentato con le carte giuste (sentenza, provvedimento del tribunale, o quanto richiesto dal singolo gestore).

Per avviare la pratica serve avere già uno SPID personale attivo, di livello 2, perché è con quelle credenziali che si entra nell’area dedicata del gestore e si compila la richiesta per il figlio: nome, cognome, data di nascita, codice fiscale, e una dichiarazione di responsabilità genitoriale. Il gestore, a quel punto, genera un codice che il genitore consegna al minore: è quel codice — insieme a un secondo passaggio di riconoscimento — a far nascere davvero lo SPID del ragazzo o della ragazza.

Un dettaglio che molti sottovalutano: se i genitori non sono d’accordo, o uno dei due non è raggiungibile per firmare la parte che gli compete, la pratica si blocca. Nella pratica càpita più spesso di quanto si pensi con genitori separati che non comunicano più tra loro — in quel caso serve la documentazione che attesti la responsabilità esclusiva, altrimenti il gestore non procede.

L’età conta: cosa cambia sotto e sopra i 14 anni

Qui sta il punto che genera più telefonate agli sportelli di assistenza. Lo SPID minorenni non è un prodotto unico: cambia perimetro in base alla fascia d’età, secondo le linee guida adottate da AgID.

Fino ai 14 anni, l’identificazione avviene con il minore “affiancato” dal gestore durante il riconoscimento — quindi non basta semplicemente inserire i dati, serve un passaggio più assistito — e l’uso resta più contenuto, pensato principalmente per i servizi online offerti dalle scuole (registro elettronico, piattaforme didattiche, comunicazioni con l’istituto).

Dai 14 anni in su l’identità digitale si avvicina di più a quella di un adulto: l’accesso può estendersi a servizi come INPS, fascicolo sanitario elettronico, verifica dei punti patente, e in generale a tutto ciò che ogni singola amministrazione o soggetto privato decide di rendere disponibile a quella fascia d’età — perché resta comunque l’ente erogatore a scegliere se aprire il servizio ai minori, non è un’apertura automatica.

Va detto con onestà: l’elenco preciso dei servizi disponibili oggi, fascia per fascia, varia nel tempo man mano che enti e gestori aggiornano le loro piattaforme, quindi conviene sempre controllare la situazione aggiornata prima di dare per scontato che un servizio specifico sia raggiungibile [FONTE: AgID – Linee guida SPID minori, agid.gov.it].

Come funziona in pratica la richiesta

La procedura, a grandi linee, segue questi passaggi:

  1. Il genitore accede con il proprio SPID di livello 2 all’area dedicata del gestore scelto.
  2. Inserisce i dati anagrafici del figlio e la dichiarazione di responsabilità genitoriale.
  3. Carica (o presenta in video) i documenti richiesti: quelli del minore e i propri, più — a seconda del gestore — un certificato di stato di famiglia.
  4. Il minore completa un passaggio di riconoscimento, spesso in videochiamata con un operatore, accompagnato dal genitore se ha meno di 14 anni.
  5. Il gestore attiva le credenziali, di norma entro qualche giorno lavorativo.

Un aspetto che spiazza molti genitori: il minore non è obbligato a fornire un numero di cellulare personale per ricevere i codici di accesso. Le comunicazioni di sicurezza, in questi casi, arrivano al numero del genitore, che resta il punto di riferimento per l’intera gestione dell’identità del figlio — incluse le notifiche ogni volta che il ragazzo effettua un accesso, con la possibilità di autorizzare o bloccare quell’accesso a seconda del gestore.

Documenti e costi: qui la differenza tra gestori si sente

Sui documenti, lo schema generale prevede: un documento d’identità valido del minore, un documento del genitore richiedente, e spesso anche quello del secondo genitore — salvo responsabilità genitoriale esclusiva, da dimostrare con le carte adeguate. Il certificato di stato di famiglia, quando richiesto, si scarica gratuitamente tramite l’anagrafe (ANPR) o presso il proprio Comune.

Sui costi, invece, la situazione è meno uniforme di quanto ci si aspetti. Lo SPID in sé resta gratuito, come per gli adulti, ma il passaggio di riconoscimento — soprattutto se fatto in videochiamata con un operatore — a volte è a pagamento, altre volte no, a seconda del gestore scelto e della modalità: alcuni prevedono un costo per il riconoscimento a video, altri lo includono senza addebito se si sceglie una modalità alternativa (ad esempio di persona presso uno sportello convenzionato). Prima di avviare la pratica conviene sempre controllare la pagina prezzi del gestore specifico, perché le cifre cambiano e non conviene darle per scontate qui [FONTE: sito ufficiale del gestore d’identità scelto].

Un errore che si vede spesso: la famiglia sceglie il gestore solo perché “è quello che ha già lo SPID il papà”, senza controllare se quel gestore rilascia davvero SPID minori — non tutti i gestori accreditati lo fanno, o non lo fanno con le stesse modalità, quindi vale la pena controllare prima sul sito del gestore o su quello ufficiale dello SPID quali provider offrono il servizio per i minorenni.

Perché in tanti lo richiedono comunque prima dei 18 anni

Al netto delle limitazioni, la richiesta più frequente arriva da chi ha figli alle medie o alle superiori e si scontra con piattaforme scolastiche che chiedono l’accesso diretto dello studente, non più solo quello del genitore — è il caso più comune, quello per cui lo SPID minorenni nasce davvero utile nella vita quotidiana. Man mano che il ragazzo cresce, entrano in gioco anche servizi come la prenotazione di visite mediche o il fascicolo sanitario, soprattutto quando il genitore non può essere sempre presente a mediare ogni accesso.

Detto questo, non è uno strumento indispensabile per tutte le famiglie: se il minore non usa piattaforme che lo richiedono in autonomia, può avere senso aspettare, evitando una pratica burocratica che comunque richiede tempo e, in alcuni casi, un piccolo costo.

Domande frequenti

A che età si può fare lo SPID per un figlio? Dai 5 anni. Sotto i 14 l’uso è più limitato e il riconoscimento avviene con il minore assistito dal gestore; dai 14 in su l’accesso si estende a più servizi, sempre secondo quanto reso disponibile da ciascun ente.

Serve il consenso di entrambi i genitori? Nella maggior parte dei casi sì, salvo affido esclusivo o tutela documentata. Se i genitori non sono d’accordo o uno dei due manca, il gestore in genere sospende la pratica finché non arriva la documentazione corretta.

Quanto costa lo SPID minorenni? L’identità digitale è gratuita, ma il riconoscimento — specie se in videochiamata — a volte comporta un costo variabile a seconda del gestore. Conviene verificare sempre il listino aggiornato prima di procedere.

Il minore può usare lo SPID senza controllo dei genitori? No, non del tutto: il genitore riceve notifiche a ogni accesso e, a seconda del gestore, può autorizzare o bloccare l’operazione. Il numero di cellulare per i codici di sicurezza resta quello del genitore, non serve un numero personale del minore.

Tutti i gestori SPID offrono la versione per minorenni? No. Alcuni gestori accreditati per lo SPID adulti non hanno (ancora) attivato il servizio per i minori, o lo fanno con procedure diverse tra loro: prima di avviare la pratica conviene controllare direttamente sul sito del gestore scelto.

Un pensiero in più

Lo SPID minorenni non sostituisce la supervisione di un genitore, la accompagna: le notifiche di accesso e i limiti per fascia d’età esistono proprio perché il legislatore ha voluto tenere il controllo saldamente nelle mani degli adulti, almeno fino a una certa età. Chi si aspetta un’identità digitale “adulta in miniatura” resta spesso deluso dai limiti iniziali — ma è un compromesso pensato apposta, non una svista del sistema.

Per i dettagli aggiornati su servizi disponibili, documenti richiesti e costi, la fonte più affidabile resta il sito del gestore d’identità scelto e le pagine ufficiali di AgID dedicate allo SPID minori: è lì che vale la pena controllare prima di avviare la pratica, soprattutto se la situazione familiare non è lineare (affido, tutela, genitori non concordi).

Fonti consultate: