Euro digitale: a che punto siamo nel 2026 e quando potrebbe arrivare

Euro Digitale a che punto siamo

L’euro digitale non è più soltanto un progetto teorico. Nel 2026 il lavoro della Banca Centrale Europea è entrato in una fase più concreta: prosegue lo sviluppo tecnico, mentre le istituzioni europee stanno lavorando sul quadro legislativo necessario per una possibile introduzione della nuova forma digitale dell’euro.

La BCE punta a essere pronta per una possibile prima emissione nel 2029, a condizione che il regolamento europeo sull’euro digitale venga adottato nel corso del 2026. Non significa però che l’euro digitale arriverà sicuramente nel 2029: la decisione definitiva sull’emissione sarà presa dalla BCE soltanto dopo l’approvazione della normativa europea.

Euro Digitale a che punto siamo

Cos’è l’euro digitale in parole semplici

L’euro digitale sarebbe una nuova forma elettronica della moneta emessa dalla banca centrale. Avrebbe lo stesso valore dell’euro che utilizziamo oggi e sarebbe destinato ai pagamenti quotidiani di cittadini e imprese.

Non va confuso con Bitcoin o altre criptovalute: sarebbe moneta della banca centrale, non un asset il cui prezzo varia sul mercato.

L’obiettivo è permettere di utilizzare moneta pubblica anche nei pagamenti digitali, oggi effettuati soprattutto attraverso banche, carte e altri operatori privati.

A che punto è l’euro digitale nel 2026

La fase di preparazione, iniziata nel novembre 2023, si è conclusa nell’ottobre 2025. L’Eurosistema ha successivamente deciso di proseguire il progetto concentrandosi sulla preparazione tecnica, sul confronto con gli operatori di mercato e sul sostegno al processo legislativo europeo.

Anche sul fronte politico sono stati compiuti passi importanti. Il Consiglio dell’Unione europea ha definito la propria posizione negoziale nel dicembre 2025, mentre nel giugno 2026 la commissione ECON del Parlamento europeo ha adottato la propria posizione sul progetto.

Il quadro legislativo, tuttavia, deve ancora completare il proprio iter.

Quando potrebbe arrivare l’euro digitale

La data da tenere d’occhio è il 2029.

La BCE ha indicato quell’anno come possibile momento per una prima emissione, assumendo però che il regolamento venga approvato nel 2026.

Prima dell’eventuale lancio su larga scala è previsto un passaggio molto importante: un progetto pilota.

Il progetto pilota del 2027

Il test operativo dovrebbe iniziare nella seconda metà del 2027 e durare dodici mesi.

La BCE ha selezionato 36 prestatori di servizi di pagamento dell’area euro che parteciperanno alla sperimentazione. Durante il pilota verrà utilizzata una versione beta dell’euro digitale per verificare infrastruttura, processi operativi ed esperienza degli utenti in situazioni reali, come pagamenti nei negozi o trasferimenti tra persone.

Il pilota non equivale però al lancio ufficiale dell’euro digitale. Serve a verificare che il sistema funzioni in modo sicuro, semplice e scalabile prima di un’eventuale introduzione.

L’euro digitale sostituirà il contante?

No. Il progetto europeo prevede che l’euro digitale sia complementare al contante, non il suo sostituto.

Parallelamente alla normativa sull’euro digitale, l’Unione europea sta infatti lavorando anche a misure destinate a rafforzare il ruolo e l’accettazione del contante.

L’idea è quindi offrire una possibilità aggiuntiva: contanti per chi preferisce utilizzarli e una forma di moneta pubblica digitale per pagamenti online e offline.

Come potrebbe funzionare

L’euro digitale dovrebbe poter essere utilizzato sia online sia offline.

Secondo la posizione adottata dalla commissione ECON del Parlamento europeo, i pagamenti online funzionerebbero attraverso un sistema basato su conto, mentre quelli offline potrebbero avvenire utilizzando valore memorizzato localmente sul dispositivo.

Questo consentirebbe, per esempio, di effettuare alcuni pagamenti anche senza una connessione internet attiva.

Privacy e sicurezza

La privacy è uno dei punti centrali del progetto.

Il sistema viene progettato affinché l’Eurosistema non possa utilizzare i dati dei pagamenti per identificare direttamente gli utenti. Per i pagamenti offline l’obiettivo è inoltre offrire un livello di riservatezza particolarmente elevato.

Il tema resta comunque uno degli aspetti più discussi nel percorso legislativo europeo, insieme ai limiti sull’importo che ogni persona potrebbe detenere in euro digitali e alle conseguenze per il sistema bancario.

Euro digitale e criptovalute sono la stessa cosa?

No.

Una criptovaluta come Bitcoin non è emessa da una banca centrale e può subire forti variazioni di prezzo.

L’euro digitale sarebbe invece un euro a tutti gli effetti: un euro digitale avrebbe lo stesso valore di un euro in contanti.

La differenza fondamentale riguarda quindi l’emittente e la natura della moneta, non semplicemente il fatto che entrambe esistano in formato digitale.

Cosa manca prima dell’introduzione definitiva

Il percorso non è ancora concluso.

Prima di vedere un euro digitale utilizzabile da tutti dovranno essere completati diversi passaggi: approvazione definitiva del quadro legislativo europeo, sviluppo dell’infrastruttura, progetto pilota del 2027-2028, valutazione dei risultati e successiva decisione della BCE sull’effettiva emissione.

Per questo il 2029 va considerato un obiettivo possibile, non una data già fissata.