Desktop Telematico si apre, ma quando prova a cercare o installare un aggiornamento compare una lunga finestra di errore. Una delle righe più riconoscibili è questa:
unable to read repository ... peer not authenticated
Il messaggio “peer not authenticated” indica che Desktop Telematico non riesce a completare correttamente la connessione HTTPS con il repository degli aggiornamenti. Nella maggior parte dei casi conviene partire dalla versione del programma: le release recenti includono già l’ambiente Java necessario. Se il problema resta, vanno controllati rete, proxy, antivirus e installazione locale.

Al momento della verifica, l’Agenzia delle Entrate distribuisce Desktop Telematico 1.4.0, pubblicato il 4 giugno 2026, per Windows, macOS e Linux. La versione integra una JVM 1.8 basata su OpenJDK, quindi molte vecchie procedure che suggeriscono semplicemente di reinstallare Java non sono più il primo tentativo da fare.
Pagina ufficiale Desktop Telematico dell’Agenzia delle Entrate
Cosa significa “Peer Not Authenticated” su Desktop Telematico
Desktop Telematico controlla periodicamente il repository dell’Agenzia delle Entrate per verificare la presenza di aggiornamenti dell’applicazione, di Entratel, FileInternet e dei vari moduli di controllo.
Per farlo deve instaurare una connessione HTTPS. Se la componente Java utilizzata dal programma non riesce a validare correttamente la controparte durante la comunicazione SSL/TLS, l’operazione può interrompersi con un errore del tipo:
unable to read repository
seguito da:
peer not authenticated
Non va confuso con un problema delle credenziali Entratel. La parola authenticated, in questo caso, porta spesso fuori strada: non significa necessariamente che username o password dell’utente siano sbagliati. Il problema si verifica a livello della connessione utilizzata per raggiungere il repository.
Nelle segnalazioni relative proprio a Desktop Telematico l’errore è stato osservato durante l’installazione o l’aggiornamento dei componenti, con riferimenti al repository telematicoEntrateUpdateSite.
Prima cosa da controllare: la versione di Desktop Telematico
Qui partirei senza perdere tempo.
Dal 4 giugno 2026 è disponibile Desktop Telematico 1.4.0. Questa release contiene già la JRE necessaria al funzionamento del programma.
È un dettaglio che cambia parecchio la diagnosi.
In passato alcune versioni di Desktop Telematico avevano requisiti Java differenti: per esempio, una release destinata a Windows 11 nel 2024 richiedeva una JVM esterna versione 11 o superiore. Dalla versione 1.3.0 distribuita nel novembre 2025, invece, l’Agenzia è tornata a fornire il pacchetto con JRE integrata.
Per questo motivo, davanti a peer not authenticated, installare alla cieca l’ultima Java disponibile sul PC può non cambiare assolutamente nulla: Desktop Telematico recente usa la JVM contenuta nel proprio pacchetto.
Come procedere
Scaricare sempre il pacchetto corrente dalla pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, scegliendo quello adatto al proprio sistema operativo.
Su Windows il pacchetto viene fornito in formato ZIP. Dopo l’estrazione si avvia DesktopTelematico.exe. La documentazione ufficiale specifica anche tre condizioni che vengono spesso ignorate: il programma non dovrebbe essere collocato in cartelle condivise, server o cloud; il percorso non dovrebbe contenere spazi; l’utente deve avere permessi di lettura e scrittura.
Un’installazione dentro una cartella sincronizzata con OneDrive, un percorso di rete aziendale o una directory con permessi strani può quindi aggiungere problemi che sembrano, a prima vista, completamente scollegati dall’aggiornamento.
Reinstallare Desktop Telematico senza seguire vecchie guide alla lettera
Su questo punto circolano istruzioni contrastanti.
Alcune guide pubblicate in rete suggeriscono di installare una nuova versione sopra quella precedente. La documentazione ufficiale più recente che ho verificato dice l’opposto: se è necessaria una reinstallazione, le installazioni precedenti dovrebbero essere rimosse; in alternativa la nuova copia può essere installata in una cartella vuota. Sovrascrivere una versione esistente può provocare malfunzionamenti.
È uno di quei casi in cui una soluzione che funzionava due o tre release fa rischia di complicare la situazione oggi.
Prima di eliminare cartelle, però, farei una copia dell’area di lavoro e degli eventuali file che si vogliono conservare. Desktop Telematico consente infatti di definire un percorso specifico per l’area di lavoro dell’utente.
Una procedura prudente è questa:
- chiudere completamente Desktop Telematico;
- individuare e mettere al sicuro l’area di lavoro e i file necessari;
- scaricare il pacchetto più recente esclusivamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate;
- estrarlo in una nuova cartella vuota e locale, con permessi di lettura e scrittura;
- avviare
DesktopTelematico.exe; - accedere con il proprio utente e lasciare completare la verifica degli aggiornamenti.
L’applicazione controlla automaticamente la presenza di nuove versioni dei componenti all’avvio e, quando trova un aggiornamento, lo scarica e procede all’installazione.
Se “peer not authenticated” compare anche con l’ultima versione
A questo punto eviterei di continuare a reinstallare il programma dieci volte. Se una copia pulita e aggiornata produce esattamente lo stesso errore, bisogna capire cosa si trova tra Desktop Telematico e il server remoto.
Provare temporaneamente un’altra connessione Internet
È un test semplice ma sorprendentemente utile.
Collegare il computer per qualche minuto all’hotspot dello smartphone e riaprire Desktop Telematico. Se gli aggiornamenti partono, il programma probabilmente non è il problema: qualcosa sulla rete abituale sta interferendo con la connessione HTTPS.
Nella pratica questo test permette di separare in pochi minuti due scenari completamente diversi. Se fallisce sia sulla linea principale sia sull’hotspot, tornerei a guardare installazione e software del PC. Se funziona immediatamente tramite hotspot, indagherei router, proxy, firewall o filtri aziendali.
Controllare antivirus e funzioni di scansione HTTPS
Alcuni prodotti di sicurezza effettuano un’ispezione del traffico HTTPS. In termini molto semplificati, si inseriscono nella comunicazione cifrata per analizzarla.
Un software Java che non considera attendibile il certificato presentato durante questo processo può rifiutare la connessione.
Non significa che l’antivirus debba essere disinstallato. Il test sensato è verificare la presenza di funzioni chiamate, a seconda del prodotto, HTTPS scanning, SSL inspection, encrypted connection scanning o denominazioni simili.
Su PC aziendali la stessa funzione può essere svolta da firewall e proxy centralizzati. In quel caso modificare impostazioni locali spesso non serve: occorre coinvolgere chi amministra la rete.
Proxy aziendale: un caso molto più comune di quanto sembri
Quando l’errore appare solo su uno specifico ufficio, mentre lo stesso Desktop Telematico funziona collegando il notebook a un’altra rete, il proxy diventa uno dei primi sospetti.
Può accadere soprattutto dopo:
- una modifica ai certificati aziendali;
- la sostituzione di firewall o proxy;
- l’attivazione dell’ispezione SSL;
- un aggiornamento delle policy di sicurezza.
Qui non conviene tentare scorciatoie disabilitando la verifica dei certificati. Desktop Telematico viene utilizzato per dati e adempimenti fiscali: aggirare deliberatamente i controlli TLS solo per far sparire un errore è una pessima soluzione.
Meglio verificare con l’amministratore della rete se il dominio utilizzato dal repository dell’Agenzia viene filtrato o se la connessione HTTPS viene intercettata.
Controllare data e ora del computer
È il controllo banale che si salta quasi sempre.
Certificati digitali e connessioni TLS dipendono anche dalla corretta datazione del sistema. Se data, ora o fuso orario sono molto fuori fase, la validazione di un certificato può fallire.
Su Windows conviene quindi verificare che l’orologio sia sincronizzato automaticamente prima di passare a modifiche più invasive.
Non è la causa tipica di ogni peer not authenticated, sia chiaro. Ma richiede trenta secondi e permette di eliminare subito una variabile.
Il repository dell’Agenzia potrebbe essere temporaneamente irraggiungibile?
Sì, ed è il motivo per cui eviterei interventi drastici se l’errore è comparso all’improvviso su più computer contemporaneamente.
Desktop Telematico dipende dalla connessione Internet per cercare e scaricare i propri aggiornamenti; lo stesso manuale dell’Agenzia lo specifica espressamente.
L’Agenzia pubblica anche avvisi relativi ad aggiornamenti e interventi sui propri servizi telematici. Prima di modificare certificati, firewall o installazioni che fino a poche ore prima funzionavano, controllare gli avvisi ufficiali può risparmiare parecchio lavoro.
Avvisi dei Servizi Telematici dell’Agenzia delle Entrate
Un dettaglio da esperienza sul campo: se tre postazioni diverse iniziano a mostrare lo stesso errore nello stesso momento, difficilmente tre installazioni Java si sono corrotte contemporaneamente. Prima di toccare i PC, controllerei rete e servizi remoti.
Conviene importare manualmente certificati Java?
Non come primo intervento.
Sul web si trovano procedure che suggeriscono di esportare certificati dal browser e importarli manualmente nel cacerts Java. Tecnicamente esistono situazioni in cui intervenire sul truststore può essere corretto, ma farlo senza avere identificato la causa significa modificare il meccanismo di fiducia TLS alla cieca.
Con Desktop Telematico 1.4.0 che incorpora la propria JRE, partirei sempre da una copia pulita del pacchetto ufficiale e dai test di rete descritti sopra.
Se il problema dipende da un proxy aziendale che presenta un proprio certificato, il certificato corretto e la modalità di installazione dovrebbero essere forniti dall’amministratore di sistema. Non prenderei certificati da forum o archivi non ufficiali.
Cosa non fare quando appare “Unable to read repository”
Il tentativo più rischioso è cercare una soluzione che faccia semplicemente sparire il controllo SSL.
Disabilitare la verifica dei certificati, usare trust manager permissivi o scaricare versioni modificate del programma non risolve la causa: elimina una protezione.
Anche l’installazione casuale di più versioni Java difficilmente aiuta con l’attuale Desktop Telematico. Dalla release 1.3.0 l’ambiente Java è incluso nel pacchetto, caratteristica confermata anche dalla release 1.4.0.
Se serve reinstallare, seguire invece le indicazioni dell’Agenzia: nuova installazione pulita o cartella vuota, percorso locale adeguato e permessi corretti.
Domande frequenti
“Peer not authenticated” significa che la password Entratel è sbagliata?
No, non necessariamente. In questo errore peer indica la controparte della connessione SSL/TLS. Se il messaggio appare durante la lettura del repository o il download degli aggiornamenti, il problema è normalmente legato alla comunicazione HTTPS, non alla password dell’utente Entratel.
Devo aggiornare Java per risolvere l’errore?
Con le versioni recenti di Desktop Telematico non è il primo intervento da fare. La versione 1.4.0 distribuita dall’Agenzia incorpora già una JVM 1.8 OpenJDK, quindi l’installazione di una Java separata nel sistema potrebbe non essere utilizzata dall’applicazione.
Posso installare la nuova versione sopra quella vecchia?
La documentazione ufficiale consiglia, in caso di reinstallazione, di rimuovere le precedenti installazioni oppure installare la nuova versione in una cartella vuota. Sovrascrivere direttamente la vecchia struttura può causare malfunzionamenti. Prima dell’operazione conviene mettere al sicuro l’area di lavoro.
Perché con l’hotspot del telefono funziona?
Se Desktop Telematico si aggiorna tramite hotspot ma non sulla rete abituale, il test indica che probabilmente l’installazione è funzionante. Conviene controllare firewall, proxy, antivirus con scansione HTTPS o altre forme di filtraggio presenti sulla connessione che dà errore.
L’errore può dipendere dall’Agenzia delle Entrate?
Può succedere che un servizio remoto o il sistema di aggiornamento abbia un problema temporaneo. Se l’errore compare improvvisamente su più PC, prima di reinstallare tutto conviene consultare gli avvisi dei Servizi Telematici e riprovare dopo qualche tempo.
Prima di modificare certificati o Java
Peer not authenticated sembra un errore generico, ma il modo in cui si presenta dice già parecchio. Se sparisce cambiando rete, cercare nel PC serve a poco. Se continua anche con Desktop Telematico 1.4.0 appena estratto in una cartella pulita, allora ha senso approfondire configurazione locale, software di sicurezza e infrastruttura di rete.
Per postazioni usate professionalmente, soprattutto in studi e uffici, eviterei modifiche manuali al truststore senza sapere quale certificato viene rifiutato. La pagina di download, il manuale e gli avvisi dell’Agenzia delle Entrate restano il riferimento da verificare prima di intervenire sulla configurazione di sicurezza.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.




