Quando si opera con i servizi digitali della Pubblica Amministrazione italiana (dall’Agenzia delle Entrate al Desktop Telematico, passando per le piattaforme di firma digitale), capita spesso di trovarsi di fronte a file che sembrano inaccessibili. Il tentativo più comune, ma errato, è quello di fare doppio clic sul documento sperando che il computer lo apra automaticamente con Microsoft Word, LibreOffice Writer o Google Documenti.

La risposta breve è immediata: i programmi di videoscrittura non possono leggere i file binari, i file cifrati, i documenti firmati digitalmente in modalità nativa (come i file .p7m), i pacchetti di dati protetti generati dal Desktop Telematico (come i file .rcc o .dch) e gli archivi compressi. Se si tenta di forzare l’apertura di questi formati con un software di videoscrittura, l’applicazione mostrerà una sequenza illeggibile di caratteri casuali, simboli strani o stringhe di codice, rendendo il documento totalmente inutilizzabile.
Cosa significa che un file non è leggibile da un software di videoscrittura
I programmi di videoscrittura nascono per gestire il testo formattato (fogli di stile, margini, caratteri e layout di pagina). Formati come .docx o .odt contengono al loro interno istruzioni specifiche per mostrare il testo così come lo abbiamo progettato.
Al contrario, i file utilizzati nei servizi digitali avanzati della PA o nelle comunicazioni ufficiali contengono dati strutturati per scopi completamente diversi:
- Autenticità e non ripudiabilità: La firma digitale trasforma il file originario crittografandolo.
- Sicurezza e trasmissione fiscale: Il Desktop Telematico dell’Agenzia delle Entrate genera file che contengono dichiarazioni o comunicazioni codificate in modo che solo i server istituzionali possano decodificarle correttamente.
- Automazione dei flussi: File XML o stringhe di dati puri che servono a far dialogare i sistemi informatici (come nel caso dei tracciati pagoPA o delle notifiche SEND/INAD), dove la formattazione estetica non esiste.
Cercare di “leggere” questi file con Word equivale a tentare di ascoltare un file audio leggendone il codice binario su carta: lo strumento utilizzato non possiede le librerie software necessarie per decodificare quel preciso segnale.
Cause più comuni degli errori di lettura
Le ragioni per cui un utente si ritrova con un file illeggibile a schermo sono riconducibili principalmente a tre fattori:
- Estensione del file non compatibile: Il file ha un’estensione specifica (ad esempio
.p7m,.tsd,.rcc,.xml,.enc) che non rientra nello spettro d’azione dei software di scrittura. - Cifratura e protezione ministeriale: Il file è stato “controllato e sigillato” tramite le funzioni di invio del Desktop Telematico o di Entratel. Finché l’applicazione ministeriale non esegue la decifratura (o lo scaricamento delle ricevute), il file resta un blocco di dati indecifrabile.
- Associazione automatica dei file errata: Il sistema operativo del computer (Windows o macOS) associa erroneamente quel formato sconosciuto al primo programma di scrittura disponibile, ingannando l’utente che pensa di poterlo aprire con un semplice click.
Tabella di sintesi: Errori, cause e controlli
| Errore / Sintomo visivo | Possibile causa | Cosa controllare e verificare |
| Simboli strani, geroglifici o codice casuale all’apertura del file con Word. | Tentativo di apertura di un file firmato digitalmente (.p7m) o di un file XML non formattato. | Verificare l’estensione finale del file. Se termina in .p7m, serve un software di firma (es. ArubaSign, Dike). |
| Errore di codifica del testo all’avvio dell’applicazione di videoscrittura. | Il file è un archivio cifrato o un file di diagnostica del Desktop Telematico (.rcc, .dch). | Controllare se il file deve prima essere elaborato dall’applicazione dell’Agenzia delle Entrate (“Visualizza ricevute” o “Decifra”). |
| Schermata vuota o blocco del programma di scrittura. | Il file è un eseguibile, un database o un tracciato record nativo di pagoPA o sistemi di fatturazione. | Verificare il portale di origine e scaricare la versione PDF “umanamente leggibile” se disponibile. |
Procedura passo passo per gestire e aprire i file della PA
Se vi trovate tra le mani un file legato a servizi come SPID, CIE, PEC o Agenzia delle Entrate che non riuscite a leggere, non forzatelo con i programmi di videoscrittura. Seguite invece questa procedura di controllo tecnico.
Passo 1: Mostrare le estensioni dei file
Spesso i sistemi operativi nascondono le estensioni (le tre o quattro lettere dopo il punto nel nome del file).
- Su Windows: Aprire Esplora file, cliccare su Visualizza in alto, poi su Mostra e spuntare la voce Estensioni nomi file.
- Su macOS: Aprire il Finder, andare in Impostazioni, selezionare la scheda Avanzate e spuntare Mostra tutte le estensioni dei nomi file.
Passo 2: Identificare la natura del file
Una volta visibile l’estensione, agite di conseguenza:
- Se il file è
.p7m: È un documento con firma digitale CAdES. - Se il file è
.xml: È un file di testo strutturato (es. fattura elettronica o notifica INAD). - Se il file è
.rcco.dch: È un file di servizio del Desktop Telematico.
Passo 3: Utilizzare il software corretto
Per i file firmati digitalmente (.p7m)
Non aprite il file con Word. Scaricate e installate un software di verifica della firma digitale gratuito (come Dike, ArubaSign o InfoCert Sign) oppure utilizzate un servizio di verifica online accreditato da AgID. Caricando il file in questi programmi, potrete estrarre il documento originale (spesso un PDF) perfettamente leggibile.
Per i file del Desktop Telematico
Se il documento proviene dall’Agenzia delle Entrate ed è cifrato, aprite l’applicazione Desktop Telematico, accedete all’applicazione specifica (Entratel o FiscoOnline) e utilizzate la funzione Ricevute > Visualizza oppure Documenti > Decifra. Il software ministeriale elaborerà il file trasformandolo in un testo leggibile o in un PDF.
Per i file XML (Fatture o Notifiche PEC/SEND)
Sebbene l’XML sia leggibile con un blocco note, per una lettura agevole occorre un “visualizzatore XML”. Molti servizi online gratuiti o le stesse piattaforme di archiviazione della PA consentono di importare l’XML per visualizzarlo con la grafica di una normale fattura o ricevuta.
Cosa non fare assolutamente
- Non rinominare l’estensione a caso: Cambiare manualmente l’estensione di un file (es. da
.p7ma.docxo.pdf) non modifica la struttura interna del file. Rischiereste solo di corrompere il documento o di renderlo irriconoscibile ai software predisposti. - Non modificare il testo interno corrotto: Se aprite per errore un file protetto con Word e lo salvate, il programma di videoscrittura inietterà nel file i propri codici di formattazione, distruggendo definitivamente la firma digitale o la cifratura ministeriale sottostante. Il file diventerà inutilizzabile anche per i software ufficiali.
- Non inserire dati sensibili in convertitori online non certificati: Evitate di caricare file contenenti dati personali, credenziali SPID/CIE o atti fiscali su siti web di conversione generici per evitare violazioni della privacy.
Quando rivolgersi all’assistenza o verificare fonti ufficiali
La gestione dei formati telematici risponde a precisi standard agid e ministeriali. Se la procedura di apertura standard fallisce, la causa potrebbe risiedere in un file nativamente corrotto all’origine o in un problema temporaneo dei sistemi di interscambio.
È opportuno consultare i canali ufficiali nei seguenti casi:
- Errori irreversibili nel Desktop Telematico: Se durante la decifratura il software segnala l’impossibilità di leggere il tracciato record, consultate l’assistenza tecnica dell’Agenzia delle Entrate o i manuali d’uso del Desktop Telematico aggiornati.
- Firme digitali non valide o corrotte: Se i verificatori ufficiali segnalano che il file
.p7mè danneggiato, è necessario richiedere un nuovo invio del documento al mittente (sia esso un privato via PEC o una piattaforma come SEND/INAD). - Problemi di codifica con pagoPA o IO: Se le ricevute scaricate in formati complessi non vengono elaborate dai sistemi di home banking o dalle applicazioni dedicate, verificate le FAQ sul portale ufficiale di pagoPA.
FAQ operative
Posso convertire un file .p7m in Word per modificarlo?
No. Il file .p7m garantisce che il documento non sia stato modificato dopo la firma. Se avete bisogno di modificare il testo, dovete chiedere il file sorgente (es. .docx o .odt) all’autore prima che venisse firmato, oppure estrarre il PDF, convertirlo in testo modificabile, effettuare le modifiche e procedere a una nuova firma digitale.
Perché il mio computer apre sempre i file ministeriali con Blocco Note o Word?
Questo accade a causa di un’errata associazione dei file nel sistema operativo. Per correggerla, fate clic destro sul file, selezionate Apri con, scegliete il programma corretto (es. il software di firma o il Desktop Telematico) e assicuratevi di spuntare la casella “Usa sempre questa app per aprire i file”.
Ho ricevuto un file .xml da una notifica SEND/INAD, come lo leggo?
Il file XML contiene i dati strutturati della notifica. Per leggerlo in modo chiaro, conviene accedere direttamente all’area riservata della piattaforma SEND o della piattaforma INAD tramite SPID o CIE, dove la notifica è disponibile in formato PDF standard leggibile e stampabile.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.




