La fatturazione elettronica obbliga professionisti e imprese a gestire i cicli attivi e passivi tramite il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate. Chi si avvicina a questa procedura deve prima di tutto attivare un software idoneo o usare il servizio gratuito dell’Agenzia, generare la fattura in formato XML, firmarla digitalmente quando richiesto e trasmetterla rispettando i termini di legge.

La fatturazione elettronica non è solo un adempimento formale, ma un flusso digitale che richiede precisione millimetrica nella compilazione dei dati fiscali. Un codice destinatario errato o una partita IVA non attiva bloccano immediatamente l’inoltro, generando notifiche di scarto che possono allungare i tempi di incasso se non gestite tempestivamente.
Come Scegliere lo Strumento Giusto per Emettere Fatture
Molti utenti sprecano ore cercando software complessi quando le esigenze reali riguardano solo poche decine di documenti all’anno. Il portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate offre procedure gratuite adatte ai regimi forfettari o alle piccole partite IVA con volumi ridotti.
Chi emette centinaia di fatture mensili, invece, trae beneficio da gestionali commerciali integrati. Questi sistemi automatizzano il controllo anagrafico dei clienti tramite il Registro Imprese e riducono drasticamente i refusi di digitazione.
Nella pratica il problema nasce spesso quando si scambia il tracciato XML grezzo per un documento leggibile dal cliente. Il file inviato al fisco è una stringa di dati codificata; per la consultazione serve sempre la visualizzazione in formato PDF prodotta dal software di fatturazione.
Compilazione e Invio: Gli Errori che Bloccano il SDI
La creazione del file XML richiede attenzione maniacale verso campi specifici come il codice destinatario (sette caratteri alfanumerici) o la PEC. Se il cliente è un privato o un estero senza codice, si inserisce convenzionalmente il codice a sette zeri 0000000 o sette “X”, abbinandolo alla PEC corretta o al codice paese.
L’errore più frequente riguarda il calcolo dell’IVA o della ritenuta d’acconto, spesso arrotondata male dai fogli di calcolo esterni prima dell’importazione nel gestionale. Quando il Sistema di Interscambio respinge un documento, rilascia una ricevuta di scarto entro cinque giorni lavorativi dalla trasmissione.
Il contribuente ha l’obbligo di correggere l’errore ed emettere una nuova fattura corretta, avendo cura di mantenere una numerazione coerente o di utilizzare la stessa numerazione originaria a seconda che si tratti di scarto formale o di nota di credito successiva.
Domande Frequenti
Quanto tempo ho per inviare una fattura elettronica al SDI?
Il termine generale prevede l’invio della fattura entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, cioè dalla data di emissione del documento. Per le fatture immediate, la data coincide con quella della cessione o prestazione.
Cosa succede se ricevo una notifica di scarto dal Sistema di Interscambio?
La fattura si considera non emessa. Entro cinque giorni dalla ricezione dello scarto bisogna correggere l’errore nel file XML e procedere a un nuovo invio con la stessa numerazione e data o con data aggiornata, registrando correttamente il protocollo.
Come faccio se il mio cliente non mi comunica il codice destinatario?
Puoi inserire il codice convenzionale 0000000 nel campo del destinatario e indicare la PEC del cliente nell’apposito spazio dedicato. Se non possiede né l’uno né l’altra, il documento andrà consegnato al cliente in copia di cortesia cartacea o PDF, verificando che recuperi la fattura originale nella sua area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.
Possono usare il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate tutte le aziende?
Sì, il portale “Fatture e Corrispettivi” è accessibile a qualsiasi titolari di partita IVA tramite SPID, CIE o CNS. Tuttavia, manca di funzioni avanzate di magazzino, scadenziario pagamenti e fatturazione ricorrente presenti nei software a pagamento.
La gestione corretta dei flussi passivi è altrettanto decisiva: conservare a norma i file XML per otto anni protegge da sanzioni durante le verifiche fiscali. Per approfondimenti normativi specifici, consulta la sezione dedicata alla fatturazione elettronica sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.




