Gestire la fatturazione elettronica tramite Agenzia delle Entrate significa affidarsi agli strumenti gratuiti messi a disposizione dal portale Fatture e Corrispettivi. Questa soluzione azzera i costi di gestione ma richiede attenzione ai dettagli tecnici per evitare scarti da parte del Sistema di Interscambio (SdI), soprattutto nella compilazione dei dati anagrafici e dei codici di recapito.

Come accedere ai servizi e preparare il primo documento
Per iniziare a emettere fatture dal portale dell’Agenzia delle Entrate occorre accedere all’area riservata utilizzando le credenziali SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS. Una volta entrati nella sezione Fatture e Corrispettivi, il sistema permette di scegliere tra la procedura web, l’utilizzo di un software stand-alone o l’app mobile FatturAE.
La compilazione richiede l’inserimento manuale dei dati del cedente e del cliente. Nella pratica, l’errore più comune riguarda il canale di recapito: se il cliente è un’azienda o un professionista, bisogna inserire con esattezza il Codice Destinatario di 7 caratteri o la PEC. Per i consumatori finali o i soggetti esteri, si utilizzano rispettivamente i codici convenzionali 0000000 e XXXXXXX, ricordandosi di consegnare una copia di cortesia in formato PDF al cliente.
L’invio tramite il Sistema di Interscambio e i controlli formali
Una volta generato il file in formato XML, la trasmissione al SdI può avvenire direttamente dal portale web o tramite PEC all’indirizzo dedicato. Il Sistema di Interscambio esegue in pochi secondi dei controlli formali sul documento.
- Notifiche di scarto: se la fattura presenta errori bloccanti (partita IVA inesistente, formato XML non conforme), il SdI emette una notifica di scarto entro cinque giorni. La fattura si considera giuridicamente non emessa e va corretta e re-inviata.
- Ricevuta di consegna: attesta che il documento è recapitato correttamente al destinatario.
Per chi gestisce un volume ridotto di transazioni, i servizi dell’Agenzia offrono anche la conservazione elettronica a norma gratuita, un servizio che va attivato esplicitamente all’interno del portale e che archivia automaticamente i documenti per i 10 anni previsti dalla legge.
Domande frequenti
- È obbligatorio firmare digitalmente le fatture inviate dal sito dell’Agenzia?No. Quando si utilizza la procedura web o l’app ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, il sistema autentica e valida il file durante la trasmissione, rendendo superflua la firma digitale.
- Cosa succede se sbaglio a inserire il Codice Destinatario?Se il codice è errato ma la partita IVA del cliente è corretta, il SdI recapita comunque la fattura nell’area riservata web del destinatario. Tuttavia, per correttezza formale e per velocizzare la contabilità del cliente, è consigliabile emettere una nota di credito e una nuova fattura corretta.
- Come si gestisce il bollo virtuale per i regimi forfettari?Nel portale web è presente una spunta specifica per l’assolvimento dell’imposta di bollo (2 euro) per le fatture esenti IVA superiori a 77,47 euro. L’importo complessivo dei bolli accumulati nel trimestre viene poi liquidato tramite modello F24 generato direttamente dall’Agenzia.
- Possono delegare un intermediario per la fatturazione?Sì. Tramite l’area riservata è possibile conferire una delega specifica a un intermediario abilitato (commercialista o CAF) affinché gestisca per conto dell’azienda la trasmissione e la consultazione dei documenti.
Per approfondire le specifiche tecniche e consultare le guide ufficiali aggiornate, è possibile fare riferimento alla sezione dedicata alla Fattura Elettronica sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.




