L’obbligo di fattura elettronica coinvolge la totalità delle partite IVA forfettarie, senza più alcuna franchigia legata al volume d’affari o ai compensi dell’anno precedente.
In sintesi: I contribuenti in regime forfettario devono emettere fattura elettronica via SdI entro 12 giorni dall’incasso della prestazione (o consegna beni). Il documento non applica IVA né ritenuta d’acconto, richiede il codice natura N2.2 e sconta l’imposta di bollo da 2 euro sulle operazioni superiori a 77,47 euro.

Come impostare i dati fiscali nel tracciato XML
Chi apre la partita IVA o gestisce le prime fatture nel forfettario tende spesso a confondere l’esenzione IVA con l’assenza totale di riferimenti normativi. Nel tracciato XML inviato al Sistema di Interscambio (SdI), ogni omissione blocca l’invio o espone a sanzioni formali.
La configurazione base della fattura richiede tre parametri fissi:
- Regime fiscale del cedente/prestatore: va selezionato il codice
RF19(Regime forfettario). - Aliquota e natura IVA: l’aliquota deve essere impostata a
0%e il campo “Natura” valorizzato conN2.2(operazioni non soggette a IVA – altri casi). - Dicitura normativa obbligatoria: nella descrizione o nei dati di riepilogo va inserita la formula che giustifica la mancata applicazione dell’imposta:“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni. Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, della medesima Legge.”
Se il cliente è un’azienda o un professionista ordinario, non devi inserire alcuna ritenuta d’acconto: il totale documento corrisponde all’importo netto da liquidare.
Tempistiche di emissione: differenze tra fattura immediata e differita
La regola generale stabilisce che la fattura elettronica immediata va trasmessa allo SdI entro 12 giorni di calendario dalla data di effettuazione dell’operazione. Per i servizi, questo momento coincide quasi sempre con l’incasso effettivo del compenso, non con l’emissione del preventivo o la fine del lavoro.
La data indicata nel campo <Data> della fattura deve essere il giorno in cui il pagamento è stato ricevuto (o la prestazione ultimata, a seconda degli accordi). Il calcolo dei 12 giorni parte esattamente da lì. Se incassi un bonifico il 3 maggio, hai tempo fino al 15 maggio per l’invio telematico; trasmettere il file il 16 maggio configura un’emissione tardiva sanzionabile, anche se il cliente non solleva obiezioni.
La fattura differita (identificata con tipo documento TD24) è invece ammessa quando ci sono cessioni di beni accompagnate da DDT o prestazioni di servizi individuate con idonea documentazione svolte nello stesso mese solare verso il medesimo cliente: in questo caso, l’emissione può avvenire entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione.
Gestione dell’imposta di bollo da 2 euro
Sulle fatture con importo totale superiore a 77,47 euro, il regime forfettario prevede l’assolvimento dell’imposta di bollo di 2 euro (D.P.R. 642/1972).
All’interno del software, la procedura prevede due passaggi:
- Spuntare la casella relativa all’imposta di bollo virtuale nel tracciato XML (tag
<DatiBollo>con valore “SI” e importo 2,00). - Decidere contrattualmente se riaddebitare il bollo al cliente o lasciarlo a proprio carico.
Se riaddebiti i 2 euro inserendoli come riga di spesa documentata, quella cifra concorre alla formazione del tuo reddito forfettario e cumula sul tetto degli 85.000 euro annuali per il mantenimento del regime, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 428/2022.
Il versamento effettivo non avviene fattura per fattura. L’Agenzia calcola trimestralmente l’ammontare dovuto in base ai tracciati transitati dallo SdI e mette a disposizione un modello F24 precompilato all’interno dell’area riservata “Fatture e Corrispettivi”, pagabile con addebito diretto o tramite home banking.
Ricezione delle fatture passive e codice destinatario
Per ricevere le fatture d’acquisto dai propri fornitori (dalle bollette agli abbonamenti software) non basta avere la casella PEC. La procedura corretta consiste nel registrare il proprio indirizzo telematico sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
Puoi scegliere se inserire:
- Un Codice Destinatario alfanumerico di 7 cifre (fornito dal gestore del software di fatturazione scelto).
- Un indirizzo PEC.
Registrando il codice sul cassetto fiscale, ogni fattura emessa verso la tua partita IVA verrà recapitata direttamente nel gestionale, superando eventuali errori di battitura commessi dal fornitore.
Nota pratica: Le fatture ricevute dall’estero (es. licenze Google, Meta o piattaforme SaaS con sede intra o extra-UE) non passano dallo SdI via fornitore. Per queste operazioni, il forfettario è spesso tenuto all’inversione contabile (reverse charge), all’integrazione del documento con tipo documento
TD17oTD18e al versamento dell’IVA tramite modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo.
Errori comuni che bloccano lo SdI o generano sanzioni
- Utilizzo del codice IVA errato: selezionare codici di esenzione generici (come
N4) anzichéN2.2. Lo SdI accetta formalmente il file, ma la dichiarazione dei redditi e i quadri contabili ne risulteranno falsati. - Mancata gestione dei giorni festivi sul limite di 12 giorni: il termine dei 12 giorni è perentorio. L’invio tardivo comporta sanzioni amministrative comprese tra il 5% e il 10% dei corrispettivi non documentati (o da 250 a 2.000 euro se l’omissione non incide sulle basi imponibili IVA).
- Scarto della fattura non gestito: se una fattura viene scartata dallo SdI (es. per codice fiscale inesistente o IBAN mal formattato), si considera non emessa. Va corretta e re-inviata con lo stesso numero e la stessa data entro 5 giorni dalla notifica di scarto.
Domande frequenti
Il software dell’Agenzia delle Entrate è davvero gratuito?
Sì. Tramite il portale “Fatture e Corrispettivi” l’Agenzia mette a disposizione un’applicazione web, un software per PC e l’app mobile “FatturAE” per compilare, trasmettere e conservare le fatture a norma senza costi di licenza.
Cosa succede se supero la soglia degli 85.000 euro in corso d’anno?
Se incassi tra 85.001 e 100.000 euro, mantieni il forfettario fino a fine anno ed esci dal regime a partire dall’anno solare successivo. Se superi i 100.000 euro, il regime decade immediatamente: da quel momento applichi l’IVA a debito sulle fatture successive.
Chi compie prestazioni sanitarie deve fare fattura elettronica?
No. Chi eroga prestazioni sanitarie verso persone fisiche destinate al Sistema Tessera Sanitaria non deve emettere fattura elettronica via SdI per motivi di privacy dei pazienti, mantenendo la fattura cartacea o in formato PDF semplice.
Come si annulla una fattura elettronica già recapitata?
Una volta recapitata dal Sistema di Interscambio, la fattura non può essere eliminata o modificata. L’unico modo corretto per rettificare importi o dati fiscali è emettere una nota di variazione (nota di credito, tipo documento TD04).
I controlli dell’amministrazione finanziaria sull’allineamento tra incassi tracciati e date di trasmissione telematica sono automatizzati. Pianificare la fatturazione a cadenza settimanale o contestualmente al ricevimento del saldo bancario riduce a zero il rischio di incorrere in trasmissioni tardive.
Per approfondimenti normativi e specifiche tecniche sui tracciati, consulta le guide ufficiali dell’Agenzia delle Entrate nella sezione dedicata a fatture e corrispettivi.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.




