L’Antitrust indaga sugli aumenti: la spesa quotidiana è al centro del caso.

Negli ultimi quattro anni i prezzi dei prodotti alimentari sono cresciuti molto più dell’inflazione. Ora l’Antitrust ha aperto un’indagine per capire se questi rincari siano davvero giustificati.
Per molte famiglie, significa una cosa semplice: la spesa costa sempre di più.
Secondo i dati ISTAT, tra il 2021 e il 2025 i beni alimentari hanno registrato un aumento superiore di quasi otto punti rispetto all’inflazione generale.
Un divario che ha acceso l’attenzione delle autorità.
L’indagine punta a fare chiarezza su come si formano i prezzi nella grande distribuzione.
L’obiettivo è capire se dietro i rincari ci siano solo fattori esterni o anche dinamiche di mercato distorte.
Alcuni aumenti sono legati a eventi concreti.
A dicembre, cacao e cioccolato in polvere costavano il 20% in più rispetto all’anno prima.
Il caffè segnava un +18%.
Carne e uova quasi +8%.
Sono prodotti presenti ogni settimana nei carrelli delle famiglie.
Anche piccoli aumenti, sommati mese dopo mese, pesano sul bilancio domestico.
L’Antitrust vuole ora maggiore trasparenza.
Se emergeranno pratiche scorrette, potrebbero arrivare interventi per tutelare i consumatori.
Per chi fa la spesa ogni giorno, la posta in gioco è chiara: capire se i prezzi che paghiamo riflettono davvero i costi reali o se c’è qualcosa che non torna.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.



