In breve: per aprire una casa famiglia in Italia servono documenti fiscali, amministrativi e autorizzativi che attestino la regolarità dell’ente gestore, l’idoneità dell’immobile e il rispetto delle norme regionali e comunali. La documentazione varia in base alla Regione, ma segue uno schema comune.

Cos’è una casa famiglia
Una casa famiglia è una struttura residenziale a carattere socio-assistenziale che accoglie persone in difficoltà, come minori, anziani o disabili. È gestita da enti del Terzo Settore o soggetti autorizzati e opera secondo normative regionali specifiche.
Documenti fiscali necessari
Per l’avvio dell’attività sono richiesti documenti fiscali che identificano il soggetto gestore:
- Atto costitutivo e statuto (associazione, cooperativa, fondazione)
- Codice fiscale dell’ente
- Partita IVA (se prevista attività commerciale accessoria)
- Iscrizione al RUNTS, se ente del Terzo Settore
- Apertura posizione INPS e INAIL per il personale
Questi documenti attestano la legittimità fiscale e contributiva.
Documenti amministrativi obbligatori
La parte amministrativa riguarda l’autorizzazione all’esercizio:
- Domanda di autorizzazione al Comune o alla Regione
- SCIA socio-assistenziale, se prevista
- Certificato di destinazione d’uso dell’immobile
- Titolo di possesso dell’immobile (proprietà o contratto di locazione)
- Regolamento interno della struttura
Sono indispensabili per il riconoscimento formale della casa famiglia.
Requisiti e documenti dell’immobile
L’immobile deve rispettare precisi standard strutturali:
- Certificato di agibilità
- Conformità urbanistica ed edilizia
- Certificazioni impianti (elettrico, gas, riscaldamento)
- Certificato prevenzione incendi, se richiesto
- Relazione tecnica sull’idoneità degli spazi
La documentazione garantisce sicurezza e abitabilità.
Documenti relativi al personale
Il personale deve essere qualificato e regolarmente assunto:
- Contratti di lavoro
- Titoli di studio e qualifiche professionali
- Certificati penali e carichi pendenti
- Idoneità sanitaria
- Nomina del responsabile della struttura
Questi elementi sono spesso verificati in fase di autorizzazione.
Vantaggi e limiti della procedura
Vantaggi
- Chiarezza normativa
- Tutela degli ospiti
- Riconoscimento istituzionale
Limiti
- Iter burocratico complesso
- Differenze regionali
- Tempi di autorizzazione variabili
La completezza documentale riduce il rischio di rigetti.
Errori comuni da evitare
- Avviare l’attività senza autorizzazione
- Utilizzare un immobile non conforme
- Mancata iscrizione agli albi richiesti
- Documentazione fiscale incompleta
- Personale privo dei requisiti
Questi errori possono comportare sanzioni o chiusura.
Domande frequenti
I documenti sono uguali in tutta Italia?
No, ogni Regione ha regolamenti specifici, ma la base documentale è simile.
Serve sempre la Partita IVA?
Dipende dalla forma giuridica e dal tipo di attività svolta.
Quanto tempo serve per ottenere l’autorizzazione?
In media da alcuni mesi fino a un anno, in base all’ente competente.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.



