L’oro supera i 5.000 dollari per oncia per la prima volta nella storia. Il traguardo è stato raggiunto lunedì 26 gennaio, spinto dalle crescenti incertezze geopolitiche e finanziarie legate alla politica di Donald Trump. Il metallo prezioso rafforza così il suo ruolo di bene rifugio in tempi di instabilità.

Raggiunto il massimo storico
Il prezzo dell’oro ha toccato quota 5.000 dollari l’oncia, pari a circa 4.220 euro, registrando un nuovo massimo storico. Si tratta di una soglia simbolica che testimonia la fiducia degli investitori nei beni rifugio, in un contesto globale segnato da tensioni commerciali e preoccupazioni sulla futura leadership statunitense.
Crescita continua dal 2024
Negli ultimi due anni, il valore dell’oro ha mostrato un incremento costante. A gennaio 2024, un’oncia era scambiata a poco più di 2.000 dollari. Il forte deprezzamento del dollaro e i dubbi sulle prospettive economiche globali hanno contribuito a rafforzare la domanda di oro da parte di investitori istituzionali e privati.
Influenza delle politiche di Trump
Le incertezze legate alla figura e alla politica economica di Donald Trump, in vista delle prossime elezioni presidenziali, stanno alimentando timori sui mercati. L’oro, considerato un asset difensivo, beneficia di questa instabilità politica, fungendo da strumento di protezione contro l’eventuale volatilità.
Impatti sul mercato globale
Il nuovo record del metallo giallo potrebbe influenzare le strategie finanziarie globali. Banche centrali, fondi sovrani e grandi investitori potrebbero rivedere i propri portafogli alla luce della nuova valorizzazione dell’oro, consolidando ulteriormente la sua posizione come asset strategico in contesti di incertezza.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.



