Più soldi in busta paga: l’Agenzia delle Entrate sblocca i bonus. Ecco chi pagherà solo il 5% di tasse

tasse-buste-paga-2026-nuove-regole-entrate

C’è una svolta attesa da milioni di lavoratori dipendenti che sta prendendo forma proprio in queste ore. Con la pubblicazione delle circolari operative nn. 2 e 3/2026, l’Agenzia delle Entrate ha tracciato la rotta per la tassazione agevolata del 2026: un piano che punta a dare ossigeno ai salari attraverso aliquote ridotte su premi e turni pesanti.

tasse-buste-paga-2026-nuove-regole-entrate

La novità: meno tasse sugli aumenti di stipendio

Il fisco cambia volto per chi vede crescere il proprio stipendio grazie ai rinnovi contrattuali. La notizia principale riguarda l’imposta sostitutiva, che scende a un minimo storico del 5% per gli incrementi retributivi legati ai nuovi contratti collettivi.

Non si tratta di una semplice indicazione teorica, ma di istruzioni pratiche inviate ai datori di lavoro: lo scopo è far sì che l’aumento lordo pattuito dai sindacati non venga “mangiato” dal prelievo fiscale ordinario. In un momento in cui il costo della vita resta un tema centrale, questa misura punta a far arrivare più denaro netto direttamente nelle tasche delle famiglie.

Lavoro notturno e festivi: l’aliquota scende al 15%

Le nuove linee guida dell’Agenzia non si fermano ai rinnovi. Un capitolo fondamentale delle circolari riguarda chi lavora quando gli altri riposano. Per il 2026, viene confermata e dettagliata l’applicazione di un’aliquota agevolata del 15% su:

  • Maggiorazioni per lavoro notturno
  • Lavoro festivo
  • Lavoro organizzato in turni

Questa “flat tax” sui sacrifici è pensata per settori critici come la sanità, la logistica e il manifatturiero h24, dove lo straordinario e il turno notturno sono la norma. Rispetto alla tassazione ordinaria (che può superare agilmente il 35-43% a seconda del reddito), il risparmio è immediato e tangibile.

Cosa cambia concretamente per i lavoratori?

Il passaggio dalle circolari alla busta paga sarà rapido. Per il lavoratore medio, l’applicazione di queste aliquote (5% e 15%) significa ridurre drasticamente il cuneo fiscale “personale”.

Esempio pratico: Se un rinnovo contrattuale porta 100 euro lordi in più al mese, con la tassazione ordinaria ne resterebbero circa 65-70. Con l’imposta al 5%, ne rimarranno 95. È una differenza che, spalmata su dodici mesi, può valere l’equivalente di una quattordicesima “ombra”.

Il datore di lavoro agirà come sostituto d’imposta, applicando direttamente il beneficio in base alle indicazioni fornite dal Ministero e dall’Agenzia nelle ultime ore.

Perché la notizia sta circolando ovunque oggi

Il motivo del forte interesse risiede nel tempismo. Molte aziende stanno chiudendo i conti del primo trimestre e i consulenti del lavoro attendevano queste circolari per sbloccare i pagamenti arretrati e i conguagli. Senza queste istruzioni, il rischio era quello di applicare tasse più alte per poi dover procedere a rimborsi complessi nei mesi successivi.

Inoltre, il governo punta molto su questa misura per stimolare i consumi interni, scommettendo sul fatto che un aumento del potere d’acquisto possa far girare l’economia in una fase di stabilizzazione dell’inflazione.

Scenari futuri: verso una riforma strutturale?

Resta da capire se queste agevolazioni diventeranno il “nuovo normale”. Per ora, le circolari 2 e 3 blindano l’anno in corso, ma il dibattito politico è già proiettato verso la prossima legge di bilancio. L’obiettivo dichiarato è rendere queste aliquote strutturali, evitando che ogni anno i lavoratori debbano attendere il “via libera” tecnico per conoscere il proprio stipendio netto.

Nelle prossime settimane, i software paghe verranno aggiornati con i nuovi algoritmi di calcolo: i primi effetti visibili si vedranno nei cedolini di marzo e aprile.

Domenico De Rosa

Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.