In breve: Non esiste una differenza sostanziale tra marca da bollo e contrassegno telematico, poiché il secondo rappresenta l’evoluzione digitale della prima. Il contrassegno telematico ha sostituito la vecchia marca da bollo cartacea a partire dal 2007, mantenendo la medesima funzione di prova del pagamento di un’imposta allo Stato.

Cos’è il contrassegno telematico
Il contrassegno telematico è un’etichetta adesiva emessa dai rivenditori autorizzati (tabaccai) o in modalità digitale che certifica il versamento dell’imposta di bollo. Viene applicato su atti, rogiti, documenti legali o istanze dirette alla Pubblica Amministrazione.
Evoluzione storica e terminologia
Sebbene nel linguaggio comune si utilizzi ancora il termine “marca da bollo”, la normativa fiscale italiana ha introdotto il contrassegno telematico per combattere la contraffazione e facilitare il tracciamento dei pagamenti.
- Marca da bollo: Vecchio formato con immagini prestampate e valori fissi (fuori corso).
- Contrassegno telematico: Stampato al momento della richiesta con data e ora di emissione in tempo reale.
Come funziona il sistema attuale
Il sistema attuale si basa sulla stampa istantanea del valore bollato tramite collegamento telematico con l’Agenzia delle Entrate.
- L’utente richiede il valore specifico (es. 2,00€ o 16,00€).
- Il rivenditore genera il talloncino adesivo.
- Il documento diventa valido solo se la data di emissione del contrassegno è antecedente o contestuale alla data del documento stesso.
Differenze tecniche principali
Nonostante la funzione sia identica, le caratteristiche tecniche distinguono i due strumenti:
- Sicurezza: Il contrassegno telematico contiene un codice a barre univoco e un codice numerico seriale.
- Validità: La marca vecchio tipo non è più accettata per atti ufficiali se priva della matrice telematica.
- Emissione: Il contrassegno è generato via software, mentre la marca era prodotta in serie dalla Zecca dello Stato.
Utilizzo del bollo digitale (@e.bollo)
Oltre al contrassegno fisico, esiste oggi la marca da bollo digitale (@e.bollo) per i documenti inviati online tramite i portali della Pubblica Amministrazione. Questo servizio permette il pagamento mediante il sistema PagoPA, eliminando la necessità di acquistare fisicamente il talloncino adesivo e garantendo la stessa validità legale.
Errori comuni da evitare
L’errore più frequente è l’utilizzo di contrassegni con data posteriore alla firma del documento, il che espone il contribuente a sanzioni amministrative in caso di controllo. È inoltre vietato riutilizzare contrassegni già applicati su altri atti, poiché il codice identificativo risulta già registrato nei database dell’amministrazione finanziaria.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.



