La nuova interpretazione fiscale può coinvolgere migliaia di piccoli proprietari.
Dal 2026 cambiano le regole sugli affitti brevi.
Anche chi affitta un solo immobile potrebbe dover aprire la partita IVA.

La novità riguarda chi svolge l’attività in modo abituale.
Non conta più solo il numero delle case.
Conta come viene gestito l’affitto.
Se l’attività è organizzata come un vero servizio,
per il fisco diventa un’attività d’impresa.
E i guadagni non sono più redditi diversi.
Entrano nel reddito d’impresa.
Questo significa nuove regole fiscali.
E anche nuovi obblighi.
Chi rientra in questa situazione dovrà:
– aprire la partita IVA
– tenere la contabilità
– versare contributi
– applicare il regime fiscale previsto per le imprese
Il cambiamento tocca soprattutto chi affitta tutto l’anno.
Chi usa portali online.
Chi offre servizi aggiuntivi come pulizie frequenti o gestione ospiti.
Non serve avere più immobili.
Basta che l’attività sia stabile e organizzata.
Per molti piccoli proprietari è una svolta inattesa.
Finora bastava dichiarare i redditi come locazione breve.
Dal 2026 potrebbe non essere più così.
Chi affitta anche solo un appartamento dovrà valutare bene la propria situazione.
Perché la linea tra attività privata e attività d’impresa è diventata più sottile.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.



