In breve:
Nella riduzione del personale, il datore di lavoro non può licenziare liberamente chi vuole. La legge prevede criteri oggettivi che stabiliscono chi viene licenziato prima, basati su esigenze aziendali e tutele dei lavoratori.

Cos’è la riduzione del personale
La riduzione del personale è una procedura con cui un’azienda licenzia uno o più dipendenti per motivi economici, organizzativi o produttivi.
Rientra nei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o nei licenziamenti collettivi.
È regolata da norme che impongono criteri precisi e verificabili.
Come funziona
La procedura varia in base al numero di lavoratori coinvolti.
Nei licenziamenti collettivi l’azienda deve:
- comunicare l’intenzione di ridurre il personale
- indicare motivazioni e numero degli esuberi
- applicare criteri di scelta stabiliti dalla legge o dagli accordi sindacali
Nei licenziamenti individuali valgono comunque principi di correttezza e non discriminazione.
Chi viene licenziato prima
La legge non indica nomi specifici, ma criteri oggettivi.
I principali criteri di scelta sono:
- carichi di famiglia
- anzianità di servizio
- esigenze tecnico-produttive e organizzative
Il datore di lavoro deve applicarli in modo coerente e documentabile.
Perché è importante
I criteri di scelta servono a:
- evitare licenziamenti arbitrari
- tutelare i lavoratori più deboli
- garantire trasparenza nella decisione aziendale
Una scelta non corretta può rendere il licenziamento illegittimo.
Vantaggi e limiti
Vantaggi
- maggiore equità tra i lavoratori
- riduzione del contenzioso
- decisioni verificabili
Limiti
- margini di discrezionalità sulle esigenze aziendali
- complessità nella valutazione comparativa
- frequenti contestazioni in sede giudiziaria
Esempi concreti
Due dipendenti svolgono la stessa mansione.
Il primo ha più anni di servizio e figli a carico.
Il secondo è stato assunto da poco e non ha carichi familiari.
A parità di ruolo, il secondo è quello che rischia il licenziamento per primo.
Errori comuni
- pensare che venga licenziato sempre chi costa di più
- credere che l’azienda possa scegliere liberamente
- ignorare l’obbligo di motivare i criteri adottati
- non distinguere tra licenziamento individuale e collettivo
Domande frequenti
Conta solo l’anzianità di servizio?
No. L’anzianità è uno dei criteri, ma va valutata insieme agli altri.
Un lavoratore può essere scelto per motivi personali?
No. La scelta deve essere oggettiva e non discriminatoria.
I contratti a tempo determinato rientrano nella riduzione del personale?
Di norma no, perché cessano automaticamente alla scadenza.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.



