Quando un amministratore è in prorogatio

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In breve: un amministratore è in prorogatio quando il suo mandato è scaduto ma continua a esercitare le funzioni fino alla nomina del successore.
Questo evita vuoti di potere e garantisce la continuità gestionale dell’ente o della società.

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Cos’è la prorogatio dell’amministratore

La prorogatio è il periodo in cui un amministratore resta in carica dopo la scadenza del mandato.
Opera per assicurare la continuità amministrativa.
È prevista in ambito societario e negli enti pubblici.
Ha limiti precisi su durata e poteri.


Quando un amministratore è in prorogatio

Un amministratore è in prorogatio quando:

  • il mandato è formalmente scaduto;
  • non è stato ancora nominato il nuovo amministratore;
  • la legge o lo statuto consentono la prosecuzione temporanea delle funzioni;
  • l’organo deve evitare interruzioni operative.

La prorogatio non rinnova il mandato, ma ne prolunga gli effetti in via transitoria.


Come funziona

  • Scatta automaticamente alla scadenza dell’incarico.
  • Dura fino alla nomina del successore.
  • Non richiede una nuova delibera, salvo diversa previsione statutaria.
  • È regolata da norme civilistiche e, per gli enti pubblici, da norme speciali.
  • Ha carattere temporaneo e non può diventare stabile.

Perché è importante

  • Evita il blocco delle decisioni essenziali.
  • Garantisce continuità nei rapporti giuridici.
  • Tutela dipendenti, creditori e utenti.
  • Riduce il rischio di contenziosi per inattività dell’organo.
  • Assicura la gestione ordinaria fino al subentro.

Vantaggi e limiti

Vantaggi:

  • Continuità operativa.
  • Stabilità amministrativa.
  • Riduzione dei rischi organizzativi.

Limiti:

  • Poteri spesso limitati all’ordinaria amministrazione.
  • Durata non indefinita.
  • Maggiore responsabilità personale per atti non urgenti.

Esempi concreti

  • In una società di capitali, il consiglio scade ma l’assemblea non nomina subito i nuovi amministratori.
  • In un ente pubblico, il dirigente resta in carica fino al decreto di sostituzione.
  • In un condominio, l’amministratore continua a operare fino alla nuova nomina assembleare.

In tutti i casi, l’obiettivo è evitare il vuoto di gestione.


Errori comuni

  • Confondere la prorogatio con il rinnovo automatico dell’incarico.
  • Pensare che i poteri siano illimitati.
  • Protrarre la situazione senza avviare la nomina del successore.
  • Sottovalutare i profili di responsabilità civile e amministrativa.
  • Agire come se il mandato fosse pienamente in corso.

Domande frequenti

La prorogatio ha una durata massima?
Dipende dalla normativa applicabile. In genere dura fino alla nomina del successore, ma non può diventare permanente.

L’amministratore in prorogatio può prendere decisioni importanti?
Di norma solo atti di ordinaria amministrazione o urgenti, salvo diversa previsione.

È obbligatoria la prorogatio?
No, opera se prevista dalla legge o dallo statuto e se serve a garantire continuità.

L’amministratore in prorogatio è responsabile?
Sì, risponde degli atti compiuti come durante il mandato ordinario.

Domenico De Rosa

Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.