Nothing Technology entrerà nel mercato degli smart glasses nel 2027. La conferma arriva direttamente da Carl Pei, CEO della startup londinese, durante un’intervista rilasciata a Bloomberg.

I primi occhiali smart di Nothing: cosa sappiamo
Il dispositivo non sarà un visore per la realtà aumentata complessa, ma un wearable focalizzato sull’intelligenza artificiale. L’obiettivo è offrire un’interfaccia invisibile che riduca la dipendenza dallo schermo dello smartphone.
Ecco i punti chiave della strategia di Nothing:
- Lancio previsto: Primo trimestre del 2027.
- Integrazione AI: Il software gestirà notifiche, traduzioni e assistenza vocale avanzata.
- Design: Seguirà l’estetica trasparente tipica dei prodotti come Nothing Phone (2) e Ear (a).
- Prezzo: Posizionamento competitivo per sfidare i Ray-Ban Meta.
La notizia arriva in un momento cruciale per l’azienda. Dopo il successo dei primi smartphone, Pei vuole diversificare l’ecosistema hardware puntando sulla “tecnologia invisibile”.
Perchè il 2027 sarà l’anno dei wearable AI
Il settore degli occhiali smart sta vivendo una crescita esponenziale. I dati di vendita dei Ray-Ban Meta hanno dimostrato che il pubblico cerca dispositivi leggeri, non caschi ingombranti.
Nothing sfrutterà il 2026 per affinare i modelli di linguaggio naturali proprietari. La sfida sarà integrare una batteria duratura in un frame sottile, mantenendo lo stile iconico del brand.
Oltre lo smartphone: la scommessa di Carl Pei
L’ingresso di Nothing in questa categoria segna il passaggio da produttore di nicchia a competitor globale. Non si tratta solo di lanciare un nuovo gadget, ma di costruire un’alternativa concreta all’egemonia di Apple e Samsung.
L’estetica trasparente di Nothing ha già conquistato una community solida. Se Pei riuscirà a replicare la qualità audio delle sue cuffie in un paio di occhiali smart, potrebbe davvero intercettare quella fascia di utenti stanca delle notifiche invasive. Il rischio resta legato all’ecosistema: senza un software impeccabile, il rischio è di produrre solo un bell’oggetto di design privo di utilità quotidiana.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.



