Introduzione alla compresenza nella scuola dell’infanzia
La compresenza nella scuola dell’infanzia è regolata da precise normative. Questo strumento organizzativo permette a due insegnanti di lavorare nella stessa sezione nello stesso orario. L’obiettivo principale è garantire un’offerta formativa più ricca, inclusiva e sicura per i bambini dai 3 ai 6 anni.

Cosa significa compresenza
Per compresenza si intende la contemporanea presenza di due docenti nella stessa sezione. Questa modalità favorisce una didattica più attenta, differenziata e capace di rispondere alle esigenze di ciascun bambino. Inoltre, assicura maggiore sorveglianza e gestione delle routine quotidiane.
Riferimenti normativi principali
Il riferimento normativo più rilevante è il Decreto del Presidente della Repubblica n. 89/2009, che disciplina il riordino della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. Esso stabilisce che ogni sezione debba prevedere un organico composto da due docenti. Questo assetto permette la distribuzione equilibrata dell’orario settimanale.
Anche il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per il comparto scuola fornisce indicazioni operative sulla gestione del tempo scuola e delle attività in compresenza.
Distribuzione dell’orario settimanale
Nella scuola dell’infanzia, l’orario settimanale prevede in genere 25 ore settimanali per ogni docente, per un totale di 50 ore di presenza settimanale per sezione. Tali ore sono suddivise in turni che garantiscono la copertura di tutte le fasce orarie previste dal funzionamento del servizio (di norma 8:00 – 16:00).
La compresenza viene pianificata in determinati momenti della giornata. Di solito, si colloca nelle ore centrali, quando il numero di bambini è maggiore e le attività didattiche più intense.
Finalità della compresenza
L’obiettivo principale della compresenza è:
- Garantire la qualità dell’intervento educativo
- Favorire l’inclusione di bambini con bisogni educativi speciali
- Migliorare la gestione del gruppo sezione
- Facilitare il lavoro collaborativo tra docenti
Inoltre, grazie alla compresenza è possibile realizzare attività laboratoriali, uscite didattiche e progetti speciali, difficilmente gestibili da un solo insegnante.

Compresenza e inclusione scolastica
Uno degli aspetti più rilevanti è il ruolo della compresenza nell’inclusione. Bambini con disabilità, disturbi del neurosviluppo o provenienti da contesti svantaggiati, beneficiano notevolmente di questa modalità organizzativa.
La presenza contemporanea di due docenti permette di attuare strategie educative mirate e più flessibili. Inoltre, consente un miglior monitoraggio dei progressi e delle difficoltà del singolo bambino.
Limitazioni e criticità della normativa
Nonostante i benefici, la normativa sulla compresenza non è sempre applicata in modo uniforme. La disponibilità di organico può influenzare la reale attuazione della compresenza. In alcune realtà, infatti, le ore in compresenza vengono ridotte per esigenze di copertura del servizio.
Inoltre, l’interpretazione della normativa può variare a livello regionale o di istituto. Per questo motivo, molte scuole adottano soluzioni flessibili, adattandosi al contesto specifico.
Ruolo del dirigente scolastico
Il dirigente scolastico ha un ruolo chiave nella gestione della compresenza. Spetta a lui l’organizzazione delle risorse umane, la predisposizione dell’orario e la supervisione dell’attività didattica. Deve inoltre garantire che la compresenza venga utilizzata in modo funzionale al progetto educativo della scuola.
Compresenza e continuità educativa
Un altro vantaggio importante è la possibilità di costruire un rapporto stabile tra insegnanti e bambini. La compresenza favorisce la continuità educativa, poiché permette una maggiore condivisione di esperienze tra colleghi e una visione più completa del percorso di crescita del bambino.
Conclusione
La normativa sulla compresenza nella scuola dell’infanzia rappresenta un pilastro fondamentale del sistema educativo italiano. Garantisce un ambiente più sicuro, inclusivo e attento ai bisogni individuali. Nonostante alcune criticità applicative, resta uno strumento indispensabile per migliorare la qualità dell’insegnamento e promuovere il benessere di tutti i bambini.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.



