Quali sono i criteri di scelta e il punteggio nel licenziamento collettivo

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In breve: nel licenziamento collettivo i criteri di scelta servono a stabilire quali lavoratori devono essere licenziati quando l’azienda riduce il personale. Il punteggio deriva dall’applicazione combinata di criteri legali e, se presenti, contrattuali, con l’obiettivo di garantire imparzialità e verificabilità.

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Cos’è il licenziamento collettivo

Il licenziamento collettivo è una procedura prevista dalla legge quando un’azienda, per riduzione o trasformazione dell’attività, licenzia più lavoratori in un determinato periodo.
La legge impone criteri oggettivi per scegliere chi licenziare, evitando decisioni arbitrarie.


Come funziona il sistema dei criteri di scelta

Nel licenziamento collettivo il datore di lavoro deve applicare criteri predeterminati.
Questi criteri vengono tradotti in un sistema di punteggio comparativo tra i lavoratori.
Ogni dipendente riceve un punteggio in base alle proprie caratteristiche.
I lavoratori con punteggio complessivo più basso sono, in linea generale, i primi a essere licenziati.
Il metodo deve essere trasparente e documentabile.


Quali sono i criteri di scelta previsti dalla legge

La normativa prevede tre criteri principali, da applicare congiuntamente:

  • carichi di famiglia
  • anzianità di servizio
  • esigenze tecnico-produttive e organizzative

Se esiste un contratto collettivo applicabile, questo può stabilire criteri diversi o ulteriori.
In assenza, si applicano quelli di legge.


Come si calcola il punteggio dei lavoratori

La legge non fissa un punteggio numerico standard.
Il datore di lavoro assegna valori ai criteri scelti, purché coerenti e non discriminatori.
Un esempio tipico di attribuzione può prevedere:

  • più punti per maggiore anzianità
  • più punti per figli o familiari a carico
  • meno punti se la mansione è facilmente sostituibile

Il criterio tecnico-produttivo non può essere usato in modo generico o pretestuoso.


Perché il punteggio è così importante

Il punteggio consente di:

  • confrontare i lavoratori in modo oggettivo
  • dimostrare il rispetto della legge
  • ridurre il rischio di contenzioso

Un sistema di punteggio mal costruito rende il licenziamento impugnabile.
Il giudice verifica la correttezza del metodo, non solo il risultato finale.


Vantaggi e limiti del sistema a punteggio

Vantaggi:

  • maggiore trasparenza
  • criteri verificabili
  • tutela contro discriminazioni

Limiti:

  • assenza di parametri numerici fissi
  • margine di discrezionalità aziendale
  • complessità nella documentazione

Il sistema funziona solo se applicato in modo coerente a tutti.


Esempi concreti di applicazione

Un’azienda riduce un reparto di 10 persone a 6.
Attribuisce punteggi per anzianità, famiglia e professionalità.
Un lavoratore con alta anzianità ma mansione non strategica può superare chi ha meno anzianità ma competenze critiche.
La graduatoria finale determina chi resta e chi viene licenziato.


Errori comuni nella scelta dei lavoratori

Tra gli errori più frequenti:

  • usare solo il criterio tecnico-produttivo
  • attribuire punteggi non documentati
  • modificare i criteri dopo l’avvio della procedura
  • applicare criteri diversi a lavoratori simili

Questi errori possono portare all’annullamento del licenziamento.


Domande frequenti

Il datore di lavoro può scegliere liberamente chi licenziare?
No, deve rispettare i criteri di legge o quelli del contratto collettivo.

Il punteggio deve essere scritto?
Sì, deve risultare da documenti verificabili in caso di controllo o giudizio.

I criteri possono cambiare durante la procedura?
No, devono essere definiti prima e applicati in modo uniforme.

Domenico De Rosa

Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.