In breve: Le accise sui carburanti sono imposte indirette sulla fabbricazione e sul consumo di prodotti energetici, calcolate come un importo fisso sulla quantità di prodotto (litri) e non sul valore di vendita. Queste tasse vengono applicate alla fonte dal deposito fiscale e traslate sul consumatore finale, costituendo una quota rilevante del prezzo alla pompa.

Cos’è l’accisa sui carburanti
L’accisa è un’imposta sulla produzione e sul consumo che colpisce determinati beni, in questo caso benzina, gasolio, GPL e metano. A differenza dell’IVA, che è una percentuale del prezzo finale, l’accisa è un valore monetario fisso applicato per ogni unità di misura (solitamente per 1.000 litri).
Come vengono applicate
Il meccanismo di applicazione prevede che l’imposta sia versata allo Stato dal fabbricante o dal titolare del deposito fiscale nel momento in cui il carburante viene “immesso in consumo”, ovvero quando esce dalla raffineria o dal deposito per essere distribuito. Il costo dell’imposta viene poi inserito nel prezzo di vendita, ricadendo interamente sull’acquirente finale attraverso il prezzo al litro esposto dai distributori.
La differenza tra Accisa e IVA
È fondamentale distinguere tra le due componenti fiscali che gravano sui carburanti:
- Accisa: Valore fisso in euro per litro (es. 0,728 €/litro per la benzina), indipendente dalle fluttuazioni del prezzo del petrolio.
- IVA: Imposta sul valore aggiunto applicata con aliquota al 22%. L’IVA si calcola sulla somma del costo industriale del carburante e dell’accisa stessa, determinando il fenomeno della “tassa sulla tassa”.
Evoluzione e accorpamento
Storicamente, le accise italiane erano nate per finanziare emergenze specifiche (guerre o ricostruzioni post-terremoto). Tuttavia, con il Testo Unico delle Accise del 1995 e i successivi decreti legislativi, tutte le singole componenti storiche sono state unificate in un’unica imposta indifferenziata che confluisce nel bilancio generale dello Stato per coprire la spesa pubblica corrente.
Perché il prezzo alla pompa varia
Sebbene l’accisa sia fissa, il prezzo finale del carburante oscilla per tre fattori principali:
- Costo del greggio: Il prezzo della materia prima sui mercati internazionali.
- Costo industriale: Le spese di raffinazione, logistica e il margine di guadagno dei distributori.
- Componente fiscale: L’incidenza delle tasse (Accisa + IVA) che in Italia rappresenta mediamente oltre il 55-60% del prezzo totale pagato dal cittadino.
Domande frequenti (FAQ)
L’accisa diminuisce se il prezzo del petrolio scende? No, l’accisa rimane invariata poiché è legata alla quantità di carburante e non al suo valore di mercato.
Chi stabilisce l’importo delle accise? L’importo è stabilito dal Governo e dal Parlamento tramite decreti legge o leggi di bilancio.
Le accise sono uguali per tutti i carburanti? No, benzina e gasolio hanno aliquote diverse; solitamente il gasolio beneficia di un’accisa leggermente inferiore rispetto alla benzina per agevolare il trasporto merci e professionale.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.



