La Cina frena gli interni hi-tech e punta su abitacoli più tradizionali

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Il governo cinese avrebbe avviato una linea di indirizzo che chiede di sospendere la modernizzazione spinta degli interni delle automobili. La misura, secondo fonti di settore, mira a ridurre l’eccesso di schermi e funzioni digitali negli abitacoli. La decisione è rilevante perché potrebbe influenzare uno dei mercati auto più grandi al mondo e orientare le scelte dei costruttori globali.

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Stop alla digitalizzazione degli abitacoli

Negli ultimi anni i veicoli prodotti e venduti in Cina hanno adottato interni sempre più digitali, con grandi display centrali, comandi touch e interfacce complesse. L’indicazione governativa andrebbe nella direzione opposta, chiedendo di fermare o rallentare questa evoluzione, privilegiando soluzioni meno dipendenti dal software.

Il ritorno a comandi fisici e layout classici

Secondo quanto riportato, l’obiettivo sarebbe favorire abitacoli più “classici”, con pulsanti fisici, strumenti analogici o ibridi e una disposizione più tradizionale dei comandi. Una scelta che potrebbe migliorare l’ergonomia e ridurre le distrazioni alla guida, tema sempre più presente nel dibattito sulla sicurezza stradale.

Impatti sull’industria automobilistica

Se confermata, la linea cinese avrebbe conseguenze dirette per i costruttori locali e internazionali che operano nel Paese. Le aziende dovrebbero rivedere progetti già avviati e strategie di design pensate per un pubblico abituato a interni fortemente digitalizzati, con possibili effetti su costi, tempi di sviluppo e standard globali.

Un segnale osservato anche in Europa

La scelta di Pechino viene osservata con attenzione anche fuori dalla Cina. In Europa, una parte degli automobilisti ha espresso negli ultimi anni una crescente preferenza per soluzioni più semplici e intuitive rispetto ai sistemi completamente touch. La mossa cinese potrebbe quindi anticipare o rafforzare una tendenza più ampia nel settore automobilistico.

Domenico De Rosa

Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.