Nelle ultime ore è scattato un nuovo allarme sicurezza per Google Chrome. Quattro estensioni molto diffuse sono finite sotto la lente degli esperti per comportamenti potenzialmente pericolosi: raccolta di dati, reindirizzamenti sospetti e accessi non autorizzati alla navigazione.
Il problema non riguarda solo gli utenti più “smanettoni”. Chiunque usi Chrome ogni giorno per lavoro, studio o svago potrebbe essere coinvolto.

Cosa è successo davvero nelle ultime ore
Secondo segnalazioni emerse in queste ore dal mondo della cybersecurity, alcune estensioni per Chrome — installate complessivamente da milioni di utenti — avrebbero iniziato a mostrare comportamenti anomali dopo recenti aggiornamenti.
In particolare, gli esperti parlano di:
- accesso esteso ai siti visitati
- monitoraggio dell’attività di navigazione
- possibile invio di dati a server esterni
- reindirizzamenti verso pagine pubblicitarie o non richieste
Il punto critico è che molte di queste estensioni erano considerate affidabili fino a poco tempo fa. Alcune offrivano funzioni apparentemente innocue: gestione delle schede, strumenti di produttività, personalizzazione del browser.
Perché questa notizia è importante adesso
Il tempismo conta. Chrome è il browser più utilizzato al mondo e le estensioni sono una delle sue funzioni più popolari. Proprio per questo rappresentano anche uno dei vettori di attacco preferiti per chi cerca di aggirare i controlli di sicurezza.
In questi casi, il rischio non è solo teorico. Un’estensione con permessi troppo ampi può:
- leggere password e dati inseriti nei moduli
- intercettare sessioni di login
- costruire profili dettagliati delle abitudini online
E tutto questo avviene spesso senza che l’utente se ne accorga, perché l’estensione continua a funzionare “come sempre”.
Cosa cambia per gli utenti Chrome
La prima conseguenza è pratica: controllare subito le estensioni installate. In queste ore diversi esperti consigliano di rimuovere qualsiasi estensione non strettamente necessaria, soprattutto quelle che richiedono l’accesso a “tutti i siti visitati”.
Un altro aspetto riguarda la fiducia. Questo caso dimostra che anche estensioni con buone recensioni possono diventare rischiose nel tempo, ad esempio dopo un cambio di sviluppatore o un aggiornamento poco trasparente.
Non è un dettaglio: molti utenti installano un’estensione e poi la dimenticano per anni.
Il ruolo di Google e i controlli di sicurezza
Google, che gestisce il Chrome Web Store, dispone di sistemi automatici e revisioni manuali per individuare comportamenti dannosi. Tuttavia, come dimostra questo caso, non sempre i controlli intercettano subito i problemi.
Quando emergono segnalazioni credibili, l’azienda può:
- rimuovere l’estensione dallo store
- disattivarla automaticamente sui browser
- avvisare gli utenti coinvolti
Ma tra la scoperta del problema e l’intervento ufficiale può passare del tempo. Ed è proprio in quella finestra che il rischio cresce.
Come proteggersi subito (senza essere esperti)
Gli specialisti consigliano poche regole semplici, valide da subito:
- disinstallare le estensioni che non si usano più
- diffidare di quelle che chiedono permessi troppo invasivi
- controllare regolarmente la sezione “Estensioni” di Chrome
- leggere gli aggiornamenti e le recensioni più recenti
Un controllo che richiede cinque minuti può evitare problemi molto più seri.
Possibili sviluppi nelle prossime ore
La situazione è in evoluzione. Nelle prossime ore potrebbero arrivare comunicazioni ufficiali, nuove rimozioni dallo store o aggiornamenti correttivi. Non è escluso che emergano altre estensioni coinvolte, man mano che le analisi proseguono.
Per ora, il consiglio resta uno: meglio prevenire che inseguire un problema a danni fatti. E su Chrome, la sicurezza passa anche da ciò che installiamo “per comodità”.
In sintesi
Un nuovo alert sicurezza mette sotto accusa quattro estensioni Chrome molto diffuse. Il rischio riguarda privacy e dati personali. Controllare ora può fare la differenza, mentre gli aggiornamenti ufficiali sono attesi a breve.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.



