Le nuove regole partono, ma molti dettagli fiscali non sono ancora chiari.
Dal 1° gennaio 2026 è tornato l’iperammortamento.
L’incentivo punta a favorire gli investimenti in macchinari digitali e impianti green.

Per molte piccole imprese è una buona notizia.
Ma restano dubbi che rendono difficile pianificare.
La misura è prevista dalla Legge di bilancio 2026.
Riguarda beni tecnologicamente avanzati e strutture per le energie rinnovabili.
In pratica, le aziende possono ottenere una maggiore deduzione fiscale.
Questo riduce il costo reale degli investimenti.
Il problema è che alcuni aspetti non sono ancora definiti.
Mancano chiarimenti ufficiali su procedure e tempistiche.
Non è chiaro, ad esempio, come verranno gestite le certificazioni tecniche.
Né quali documenti serviranno per dimostrare i requisiti dei beni.
C’è anche incertezza sui controlli successivi.
Le imprese temono errori che potrebbero portare a recuperi fiscali.
La situazione ricorda quanto accaduto con l’iperammortamento del passato.
Anche allora le regole sono arrivate a tappe.
Per chi guida una piccola azienda, il rischio è rinviare gli acquisti.
Oppure investire senza sapere se l’agevolazione sarà pienamente riconosciuta.
In attesa delle istruzioni ufficiali, molti imprenditori si muovono con cautela.
Il 2026 parte con una spinta agli investimenti, ma anche con molte domande aperte.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.


