Un caso giudiziario esploso in Corea del Sud ha acceso i riflettori sulla guerra tecnologica globale sui semiconduttori. Al centro dell’inchiesta, un ex dirigente Samsung accusato di aver trasferito illegalmente tecnologie strategiche per la produzione di memorie DRAM a un colosso cinese.

Il trasferimento illecito della tecnologia DRAM di Samsung
Secondo la Procura del Distretto Centrale di Seul, la tecnologia proprietaria “K-Semiconductor” di Samsung Electronics, considerata un asset di sicurezza nazionale, sarebbe stata sottratta e condivisa con ChangXin Memory Technologies (CXMT), uno dei principali produttori cinesi di memorie.
Il fulcro dell’operazione sarebbe stato un ex dirigente Samsung, oggi identificato come Sig. A, che dopo aver lasciato l’azienda sudcoreana ha assunto un ruolo chiave nello sviluppo tecnologico di CXMT.
Le autorità sudcoreane hanno confermato l’arresto di cinque persone coinvolte, con accuse basate sull’Industrial Technology Disclosure Prevention and Protection Act, una delle leggi più severe in materia di tutela industriale.
Il trasferimento illecito dei piani DRAM a 18 nanometri rappresenta uno dei più gravi casi di spionaggio industriale nella storia recente dell’hi-tech asiatico.
DRAM a 18 nm: una tecnologia dal valore strategico
La tecnologia sottratta riguarda il processo produttivo delle memorie DRAM a 18 nm, un’innovazione sviluppata per la prima volta al mondo da Samsung.
Per raggiungere questo traguardo, l’azienda sudcoreana avrebbe investito circa 1,6 trilioni di won, consolidando una posizione dominante nel mercato globale dei semiconduttori.
Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe trasferito sette tecnologie chiave, permettendo a CXMT di abbattere drasticamente tempi e costi di ricerca e sviluppo.
Un vantaggio competitivo che, in condizioni normali, avrebbe richiesto anni di sperimentazione e investimenti miliardari.
La sottrazione dei segreti industriali DRAM ha compromesso il vantaggio tecnologico della Corea del Sud nel settore dei semiconduttori avanzati.

La Cina riduce il divario tecnologico nei semiconduttori
Le conseguenze non si sono fatte attendere. Grazie alle informazioni ottenute, CXMT è riuscita ad avviare la produzione di massa di memorie DRAM, riducendo il gap tecnologico con giganti come Samsung e SK Hynix.
Gli investigatori stimano danni economici pari a migliaia di miliardi di won, con un impatto diretto sulla competitività industriale sudcoreana.
Il procuratore Kim Yunyong ha sottolineato come l’operazione non si sia limitata al trasferimento di know-how personale, ma abbia creato un sistema organizzato per l’estrazione e la replica di dati sensibili, eludendo anche le restrizioni commerciali internazionali imposte alla Cina.
Il caso segna una svolta nella competizione tecnologica asiatica e nel confronto strategico sui chip avanzati.
Conclusione
L’inchiesta è ancora in corso, ma il caso Samsung-CXMT evidenzia quanto la sicurezza delle tecnologie dei semiconduttori sia diventata una questione geopolitica globale.
Per approfondire il tema della competizione tecnologica e della sicurezza industriale, puoi consultare fonti autorevoli come Reuters, Financial Times e il Ministero della Giustizia della Corea del Sud.
Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.



