Quale normativa ha istituito la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND)

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Introduzione alla PDND: il cuore della digitalizzazione della PA

La Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) è uno strumento strategico per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione italiana. L’obiettivo è rendere più semplice e sicuro lo scambio di informazioni tra enti pubblici e soggetti privati, garantendo interoperabilità, trasparenza ed efficienza. Ma quale normativa ha istituito la PDND e quali sono i principali riferimenti normativi che ne regolano il funzionamento?

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Il Decreto Legislativo n. 82/2005: il Codice dell’Amministrazione Digitale

Il primo pilastro normativo è il Decreto Legislativo n. 82 del 7 marzo 2005, noto come Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD). Questo decreto stabilisce i principi e le regole per l’uso delle tecnologie digitali nella Pubblica Amministrazione.

Con il CAD, viene sancito il diritto dei cittadini e delle imprese a interagire digitalmente con le pubbliche amministrazioni. Inoltre, introduce i concetti di interoperabilità, cooperazione applicativa e gestione sicura dei dati.

Il CAD è stato più volte aggiornato per allinearsi ai progressi tecnologici e agli obiettivi europei di trasformazione digitale.

Il Decreto Legge n. 76/2020: la svolta con il Piano per l’Innovazione

Un passaggio fondamentale per la nascita della PDND è rappresentato dal Decreto Legge n. 76 del 16 luglio 2020, noto anche come “Decreto Semplificazioni”.

All’articolo 50-ter del CAD (introdotto proprio dal DL 76/2020), viene formalmente istituita la Piattaforma Digitale Nazionale Dati. Questo articolo stabilisce che:

“Al fine di favorire la conoscenza e l’utilizzo del patrimonio informativo pubblico, è istituita la Piattaforma Digitale Nazionale Dati, gestita e sviluppata da PagoPA S.p.A., quale infrastruttura tecnologica nazionale per l’interoperabilità dei sistemi informativi e delle basi di dati delle pubbliche amministrazioni.”

L’inserimento dell’articolo 50-ter rappresenta il momento formale di nascita della piattaforma, fissandone la governance, gli obiettivi e le modalità di gestione.

Ruolo di PagoPA S.p.A. nella gestione della PDND

La gestione della PDND è affidata a PagoPA S.p.A., una società per azioni interamente partecipata dallo Stato. L’azienda ha il compito di progettare, realizzare e gestire la piattaforma, garantendo conformità normativa, sicurezza e standard tecnologici elevati.

PagoPA collabora strettamente con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale e l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) per assicurare il corretto funzionamento del sistema.

Regolamento (UE) 2018/1724: contesto europeo dell’interoperabilità

Anche a livello europeo esistono norme che influenzano la nascita e la struttura della PDND. In particolare, il Regolamento (UE) 2018/1724, noto come Single Digital Gateway, mira a creare un punto di accesso unico per i servizi pubblici online in Europa.

Questo regolamento incoraggia gli Stati membri a rendere disponibili i propri dati in modo interoperabile. La PDND risponde direttamente a queste esigenze, facilitando il dialogo tra pubbliche amministrazioni italiane ed europee.

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): accelerazione dei tempi

Il PNRR, approvato nel 2021, ha dato un’enorme spinta alla digitalizzazione della PA, destinando fondi specifici allo sviluppo della PDND. In particolare, la Missione 1 – Componente 1 – Investimento 1.3 prevede l’adozione della piattaforma da parte di almeno 12.000 enti pubblici.

Grazie al PNRR, la PDND ha beneficiato di risorse economiche e di una roadmap accelerata per il coinvolgimento di enti pubblici e aziende private. L’obiettivo è arrivare a una piena interoperabilità entro il 2026.

Obblighi normativi per le Pubbliche Amministrazioni

Le pubbliche amministrazioni italiane sono tenute, per legge, ad aderire alla PDND. Lo stabilisce l’articolo 50-ter del CAD, che impone agli enti:

  • la pubblicazione dei propri metadati su PDND;
  • l’interoperabilità dei propri sistemi tramite la piattaforma;
  • l’utilizzo della PDND come canale unico per lo scambio dati.

Questi obblighi si affiancano a una serie di linee guida AgID che definiscono le modalità tecniche di adesione e utilizzo.

Vantaggi dell’utilizzo della PDND

L’adozione della PDND consente numerosi benefici a enti pubblici e privati:

  • Riduzione della burocrazia: meno certificati richiesti, più dati disponibili.
  • Aumento dell’efficienza: accesso diretto e sicuro ai dati necessari.
  • Maggiore trasparenza: ogni scambio è tracciato e normato.
  • Sicurezza dei dati: standard elevati e rispetto del GDPR.

Inoltre, i cittadini non devono più presentare documenti già in possesso della PA. Questo riduce tempi, costi e frustrazioni.

Integrazione con le API e i modelli di interoperabilità

La PDND funziona grazie all’integrazione di API (Application Programming Interface). Ogni ente aderente espone i propri dati attraverso API registrate e documentate. Il catalogo delle API è consultabile sulla piattaforma stessa.

La PDND utilizza modelli standard di interoperabilità, basati su protocolli sicuri e format strutturati (come JSON e XML). Questo assicura l’interazione tra sistemi eterogenei in modo affidabile.

Sanzioni e controlli in caso di inadempienza

Il mancato rispetto degli obblighi di interoperabilità può comportare responsabilità amministrativa per le pubbliche amministrazioni. Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale, insieme ad AgID, ha il compito di monitorare l’adozione della PDND.

In caso di ritardi o mancata adesione, è prevista la possibilità di esclusione dai finanziamenti PNRR o altre sanzioni previste dalla legge.

Normative correlate alla gestione dei dati

Oltre al CAD e al DL 76/2020, la PDND si inserisce nel più ampio contesto normativo italiano ed europeo:

  • Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR): disciplina il trattamento dei dati personali.
  • Legge n. 241/1990: stabilisce i principi di trasparenza e accesso agli atti.
  • Legge n. 190/2012: riguarda la prevenzione della corruzione e la trasparenza amministrativa.

Queste norme garantiscono che l’uso dei dati tramite PDND avvenga nel pieno rispetto della legalità e dei diritti dei cittadini.

Conclusione: la normativa fondante della PDND

In sintesi, la Piattaforma Digitale Nazionale Dati è stata istituita formalmente dall’articolo 50-ter del Codice dell’Amministrazione Digitale, inserito dal Decreto Legge n. 76/2020. Essa rappresenta un’infrastruttura essenziale per una PA più moderna, interconnessa e centrata sui dati.

La normativa garantisce una governance solida, con il coinvolgimento di PagoPA S.p.A., AgID e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale. Le pubbliche amministrazioni hanno l’obbligo di aderire, rendendo la PDND un elemento chiave per il futuro digitale dell’Italia.

Domenico De Rosa

Giornalista e analista, scrive di economia italiana, innovazione e imprese. Appassionato di tecnologia e finanza, racconta il presente e il futuro delle aziende che fanno muovere il Paese.